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    Randolfo Pacciardi: profilo politico dell’ultimo mazziniano

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    di LUCA BAGATIN Il clima di sfiducia endemica da parte dei cittadini nei confronti della politica italiana ci riporta alla mente un grande leader Repubblicano: Randolfo Pacciardi. Pacciardi fu forse il primo a denunciare la crisi dei partiti, trasformatisi, dopo il centrismo... leggi tutto

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    Michelina

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    a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI Siamo nel 1948. In Vaticano hanno urgenza di proclamare santa suor Ercolina. Ma per fare un santo ci vogliono tre miracoli, e della suora se ne trovano a stento due. Il cardinal Dorigo un miracolo ce l’avrebbe: l’ha chiesto e ottenuto per il... leggi tutto

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    Giro d’Italia del cortometraggio 2012/2013

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    Il 25 luglio 2012 parte il “Giro d’Italia del cortometraggio”, con la proiezione di una selezione dei migliori corti nazionali e internazionali in città di tutte e 20 le regioni d’Italia. Il giro, che inizierà a luglio 2012 e terminerà nell’estate del 2013, sarà... leggi tutto

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    La Bella Addormentata nel bosco

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    a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI Sabato 19 e domenica 20, per ripetersi sabato 26 e domenica 27 maggio, vedremo Pulcinella (interpretato da Caterina Vitiello) solo in scena con un grande dilemma: “ quale versione della Bella addormentata raccontare� Gli elementi in scena... leggi tutto

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    Amarsi perdutamente

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    a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI “Quasi tutto ciò che è stato scritto sull’amore è vero”. Shakespeare ha detto: il viaggio termina quando gli innamorati si incontrano…… che pensiero stupendo! La maggioranza delle coppie non ha mai sperimentato nulla di vagamente... leggi tutto

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    Stalking: un carillon steccato stonato scordato…atono!

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    di AUSILIA GUERRERA La percezione delle percosse ricevute dalle donne vittime dello stalking non è mai data una volta per tutte, per certa: chi subisce solitamente non prova nulla; o, per meglio dire, non prova più nulla. È un paradosso difficilmente spiegabile e... leggi tutto

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    Medjugorje: oltre il senso del luogo

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    di AUSILIA GUERRERA Il viaggio a Medjugorje inizia solitamente all’alba. Punto di partenza sono i pullman gremiti di fedeli. Strano a dirsi ma non è un’umanità dolente; tutt’altro la gioia che si respira sin dalle prime luci dell’alba tra le fila delle poltrone, è... leggi tutto

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    Le star di Hollywood pazze per la cucina Made in Italy

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    E’ caccia tra le star americane dei “giacimenti eno-gastronomici” e delle specialità gastronomiche del Belpaese. Lo riportano ben 7 testate internazionali su 10 secondo cui i divi sono pronti a spendere cifre folli in Italia per rilevare gloriose tenute ed aprire... leggi tutto

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    I supermercati esteri a sostegno dell’export italiano

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    Per aumentare l’export dei prodotti alimentari è prioritario il coinvolgimento della grande distribuzione estera. Il messaggio arriva dalla seconda giornata di Cibus dove si è tenuto il convegno “Cibus Global Awardâ€, che ha presentato il primo studio quali-quantitativo... leggi tutto

  • Un ritrovarsi amichevole e piacevole

    Un ritrovarsi amichevole e piacevole

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    La Galleria Il Ponte completa la stagione espositiva ospitando un’esposizione che raccoglie sei artisti, conosciuti al pubblico e operanti anche in ambito cittadino, dei quali viene presentata una selezione di opere recenti. Un ritrovarsi amichevole e piacevole é la trama... leggi tutto

Presentazione catalogo tricolore abruzzese… per 150° Unità d’Italia

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Presentazione catalogo tricolore abruzzese… per 150° Unità d’Italia

Domenica 25 marzo alle ore 17,00 a Pescara, presso l’Auditorium “Tosti†dell’Aurum, sarà presentato al pubblico il catalogo “tre colori una bandiera …e un sacco di artisti†con i lavori degli artisti abruzzesi che hanno partecipato al progetto nazionale per la celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia.

L’iniziativa che ha toccato numerose città italiane, da nord a sud, ha visto, solo nella regione Abruzzo, la partecipazione di 30 qualificati artisti: Barbara Agreste, Lino Alviani, Sandro Arduini, Gino Berardi, Colleen Corradi Brannigan, Alfonso Camplone, Alfredo Celli, Rossella Circeo, Dino Colalongo, Giancarlo Costanzo, Nicola Costanzo, Rita D’Emilio, Gianfranco Di Bernardini, Mario di Donato, Sonia Di Michele, Giacomo Giovannelli, Manuelita Iannetti, Cesare Iezzi, Giuseppe Liberati, Giselda Marocchi, Marino Melarangelo, Albino Moro, Concetta Palmitesta, Augusto Pelliccione, Massimina Pesce, Gelsomina Rasetta, Anna Seccia, Stefania Silvidii, Franco Sinisi, Gianfranco Zazzeroni, che hanno rappresentato ognuno su tre riquadri di stoffa, verde bianco e rosso, la propria idea del nostro tricolore.

E mentre quella bandiera, continuando il suo giro per l’Italia, si andava arricchendo del contributo di tanti altri partecipanti, gli artisti abruzzesi hanno deciso di documentare attraverso la pubblicazione di un catalogo lo straordinario evento che li ha visti protagonisti carichi di entusiasmo in un’opera collettiva ispirata al tricolore italiano.

Il catalogo 20×20, edito dalla Casa Editrice Palladino, raccoglie l’intera vicenda della bandiera in Abruzzo, la cui realizzazione è stata sapientemente governata da Anna Seccia che ha saputo coniugare le proprie doti di artista al non semplice impegno resosi necessario per organizzare l’iniziativa.
Le opere degli artisti pubblicate in catalogo sono introdotte, infatti, da un testo di Anna Seccia che racconta l’inimmaginabile e invisibile percorso operativo per giungere alla realizzazione della bandiera. Compaiono inoltre in catalogo i testi critici di Massimo Pasqualone e Carla D’Aurelio, nonché l’emozionante racconto da parte degli artisti per voce di Gelsomina Rasetta.

Essenziale è stato, infine, il contributo del fotografo Lorenzo Speziale e di Renato Di Carlo per la realizzazione del video.
Alla presentazione del catalogo interverranno tra gli altri, Carla D’Aurelio, Massimo Pasqualone, Anna Seccia e Annarita Della Penna, direttrice dell’Aurum.

Luogo: Aurum
Città: Pescara
Indirizzo: Via D’avalos, angolo via Luisa d’Annunzio – Pescara – Tel 085.4549508 aurum@comune.pescara.it
Vernissage: 25 marzo 2012 ore 17,00

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L’Approdo. Opera per l’Umanità Migrante

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L’Approdo. Opera per l’Umanità Migrante

Otranto, la città più ad oriente d’Italia e simbolo del Mediterraneo , accoglierà una nuova opera d’arte contemporanea: “ L’Approdo. Opera per l’Umanità Migranteâ€.

Domenica 29 gennaio alle ore 10.30 presso il Castello Aragonese si svolgerà la conferenza stampa di presentazione della nuova opera, seguirà alle ore 12:00 presso l’Area Fabbriche del Porto, l’inaugurazione del relitto artistico.

La nuova opera di cui stiamo parlando è la Kater I Rades, la motovedetta albanese che nella tragica notte del Venerdì santo del ‘97, entrata in collisione con la nostra Marina militare, naufragò nel Canale di Otranto con 120 persone a bordo, i superstiti furono solo 34, i morti 57 in gran parte donne e bambini e 24 i corpi mai ritrovati.
Ora quel barcone, emblema degli sbarchi in Italia, è approdato nelle mani dello scultore greco di fama internazionale Costa Varostos, diventando una singolare opera d’arte.
Affiorerà ad Otranto e nel suo porto millenario, emblema di accoglienza e solidarietà tra i popoli.

Questo incredibile viaggio di ricostruzione e rinascita si è potuto realizzare grazie alla tenacia di un’associazione umanitaria, la Integra Onlus, la volontà dei parenti delle vittime, il Comune di Otranto, l’Assessorato alle Politiche Giovanili e l’ Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce che ha concretizzato l’idea.
Un importante sostegno è giunto dalla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, che ha accolto l’avvincente sfida del progetto artistico, organizzando in collaborazione con la cooperativa Artemisia,un workshop internazionale con otto giovani artisti provenienti da vari paesi europei, realizzando un vero e proprio itinerario di “ricerca†e di “scoperta†attorno ad un’opera comune.

La COPEAM, La Conferenza permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo, ha sostenuto l’iniziativa come media-partner, curando la diffusione dell’iniziativa ed inoltre si avvale del patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) dell’UNESCO, dell’Organizzazione Internazione per i Migranti (OIM), del Comitato Italiano per i Rifugiati (CIR)

Oggi questo progetto vuole diventare il punto di partenza per la nascita di un atelier internazionale dove creatività e migrazione si incontrano attraverso un programma di residenze artistiche, laboratori, seminari, dibattiti capace di generare un’importante e fitta rete di relazioni e attività. Una vera e propria “RESIDENZA INTERNAZIONALE PER IL CONTEMPORANEO E LE MIGRAZIONIâ€.

Di questo ne parleremo con Luciano Cariddi – Sindaco della Città di Otranto, Nicola Fratoianni – Assessore alle Politiche Giovanili della Regione Puglia; Bruno Ciccarese – Assessore alle Politiche Giovanili Provincia di Lecce, Luigi De Luca – Presidente dell’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, Luigi Ratclif – Presidente della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo e con il Segretario Generale della COPEAM Alessandra Paradisi.

Infine, intorno a questa grande opera si plasmano e si intrecciano le grandi arti creative dell’uomo: dalla scrittura, alla musica e alle immagini alla fotografia.

Alessandro Leogrande lo fa nel suo ultimo libro: Naufragio. Morte nel Mediterraneo, edito da Feltrinelli, il giovane regista brindisino Simone Salvemini con il suo documentario in lavorazione “L’approdo delle anime migrantiâ€, prodotto da La Kinebottega e sostenuto da Apulia Film Commission e infine il gruppo musicale pugliese I MARinARIA ha inciso il brano inedito “Quattùrdici anni” ispirato alla tragedia della Kater I Rades.

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Arrivano gli ‘antamontabili’, i prodotti cult che fanno rivivere le emozioni del passato

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Arrivano gli ‘antamontabili’, i prodotti cult che fanno rivivere le emozioni del passato

Accendono i ricordi, riportano all’infanzia, sempre presenti nella vita quotidiana. Sono gli effetti degli ‘antamontabili’, i prodotti cult senza tempo che per la prima generazione degli Anta sono in grado di regalare l’emozione di tornare bambini

Passano gli amori, le amicizie, gli affetti e le persone più care ma non gli ‘Antamontabili’, quei prodotti che per ben 6 italiani su 10 appartenenti alla prima generazione degli Anta sono sempre presenti, nel bene e nel male, e regalano dolci ricordi e piacevoli sensazioni legate al passato. Per ben 7 monitorati su 10 questi prodotti trasmettono serenità e stabilità interiore, specie quando ci si sente soli o insicuri. Sanno inoltre far rivivere l’infanzia e, per 1 ‘anta’ su 3, anche commuovere. La forza degli ‘antamontabili’ sta, per oltre un quarto dei monitorati, nel non passare mai di moda e nel conservare un calore incomparabile che, 1 ‘anta’ su 2, avverte come famigliare e rassicurante. Tutte qualità che i monitorati attribuiscono ai loro ‘antamontabili’, come il mitico Nesquik, la classica Coppa del Nonno e l’immortale Nutella.

È quanto emerge da un’indagine condotta da Found!, la prima mood marketing communication agency in Italia, realizzata mediante la metodologiaWOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio on line sui principali social network – Facebook, Twitter, YouTube – blog e community interattive, coinvolgendo circa 1300 persone tra i 35 e i 55 anni per capire perché alcuni prodotti hanno così successo fra gli ‘anta’.

“La prima generazione degli ‘anta’ è quella che, per sua natura, si trova a tracciare un primo bilancio della sua vita – afferma Saro Trovato, sociologo, moodmaker (creatore di emozioni) e fondatore di Found! – Riflettono quindi su ciò che li ha accompagnati e ciò che non c’è più. E in questo sforzo di memoria e riflessione un ruolo particolare viene svolto da questi particolari prodotti, che contro il tempo che passa resistono e aiutano a far rivivere emozioni, ricordi e sensazioni legate al passatoâ€.

Vengono associati a ricordi particolari, a distanza di anni si prova lo stesso piacere nell’utilizzarli, rievocano un clima familiare, fanno sognare. Ecco perché alcuni prodotti hanno sugli Anta una sorta di ‘effetto madeleine’

Perché un prodotto dopo tanto tempo riesce ad emozionare? Per 1 ‘anta’ su 2 (48%) perché conservano e ripropongono un clima famigliare, riuscendo a far rivivere ricordi legati all’infanzia (37%), come «la colazione preparata dalla mamma» (14%) o «le domeniche passate a casa dei nonni» (16%). Gli “antamontabili†suscitano quindi quell’effetto madeleine che Proust scriveva nell’opera “Alla ricerca del tempo perdutoâ€, proprio perché fanno «rivivere dolci ricordi e piacevoli sensazioni» (32%) e «hanno la capacità di resistere al tempo» (11%).

Perché questi prodotti non tramontano mai? Il 27% pensa che tali prodotti sono immortali perché conservano intatte la loro capacità di trasmettere emozioni autentiche, «e riescono anche a commuovere». Per 1 “anta†su 3 (32%), inoltre, resistono al tempo perché conservano la forza di far sognare e perché «a un certo punto ti accorgi che sono diventati parte integrante della tua vita». E per i monitorati la forza degli ‘antamontabili’ si consolida nel tempo «anche quando passano gli amori» (24%), «le persone care non ci sono più» (21%) e «tramontano le amicizie» (14%).

In quali momenti si avverte il bisogno di questi prodotti? Per il 47% dei monitorati quando forte è la voglia di ritrovare se stessi, cioè quando si sente il bisogno di «riscoprire vecchi sapori» (18%) o quando «si sente la mancanza di punti di riferimento» (22%). C’è poi chi li cerca quando vuole rafforzare i legami interpersonali (32%) o quando si sente solo (23%) e vuole «restare in compagnia dei suoi ricordi». E questo recupero del passato attivato da un piccolo particolare, un sapore, un odore o uno sguardo è stato dimostrato da uno studio pubblicato sulla rivista Neuron dai neuroricercatori del ‘Massachusetts Institute of Technology’.

Placano la nostalgia del passato e resistono al primo bilancio che gli ‘anta’ fanno della loro vita. Da Nesquik ai Ray Ban passando per la Coppa del Nonno, ecco gli ‘antamontabili’ che riscaldano il cuore e i sensi della prima generazione ‘anta’

Quali valori trasmettono? Ben 7 monitorati su 10 (69%) pensano che tali prodotti riescono a trasmettere serenità e stabilità interiore, «specie quando ci si sente soli o insicuri». Per 1 ‘anta’ su 3 (28%) suscitano spirito di coesione e condivisione perché «creano comunità» mentre per il 12% riescono a trasmettere felicità e buonumore. Tutti valori che, per 6 anta su 10 (58%), danno a questi prodotti la capacità di placare la nostalgia del passato e di resistere al primo bilancio della loro vita. Ecco perché, come pensa il 52% dei monitorati, «passano gli anni ma certi prodotti ci sono da sempre».

Perché questi prodotti resistono per tanto tempo nel cuore degli ‘anta’? Per la stragrande maggioranza dei monitorati (47%) si tratta di una scelta di vita, perché gli ‘antamontabili’ hanno «uno stile e una filosofia unica» (21%) e sono «qualitativamente inimitabili» (18%). Ecco perché ben 8 ‘anta’ su 10 (82%) pensano di essere talmente legati a essi da non volerli cambiare con nessun altro prodotto, perché «il piacere che si prova è indescrivibile». Un quarto dei monitorati (24%), infine, non possono più rinunciare a questi prodotti perché sarebbe come rinunciare a una parte di se stessi e perché «hanno accompagnato la loro crescita».

E tra gli ‘antamontabili’ troviamo prodotti come il mitico Nesquik, il brand che ha trasformato la colazione degli italiani; la classica Coppa del Nonno; lo stile inconfondibile dei Ray Ban Aviator; la Nutella, l’immortale crema di nocciola. Tra i brand che animano i ricordi degli ‘anta’ troviamo anche le impareggiabili Timberland; l’intramontabile Moncler; la storica penna Bic; la Simmenthal, compagna di tante merende; le Polo, le inimitabili caramelle con il buco; le chewing gum Brooklyn e l’inconfondibile coccodrillo delle Lacoste.

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Giornata Europea per la Libertà delle Minoranze e dei Popoli oppressi

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Giornata Europea per la Libertà delle Minoranze e dei Popoli oppressi

Al Signor Presidente del Parlamento Europeo
Agli Onorevoli Parlamentari

L’Associazione italiana di cultura liberale Società Libera, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, la Federazione dei Paesi Asiatici per i Diritti dell’Uomo, il Partito Democratico Cinese, il Comitato Vietnam per la Difesa dei Diritti dell’Uomo e le Comunità Vietnamita, Birmana, Cabindese, Cinese, Tibetana, Iraniana, Laotiana, Cambogiana, Siriana, Uyghura d’Europa e tante altre il 22 ottobre hanno dato vita alla IV Marcia Internazionale per la Libertà delle Minoranze e dei Popoli Oppressi, iniziativa silenziosa che si è svolta contemporaneamente a Roma, Berlino e Parigi, nella convinzione che l’Occidente debba scuotersi e mobilitarsi concretamente per denunciare la mancanza di libertà di cui soffrono Persone, Popoli e Minoranze, non ultima quella cristiana.
Malgrado le iniziative dedicate quotidianamente a questo tema dalla società civile, assistiamo ad un peggioramento della situazione: i diritti individuali sono repressi sistematicamente in più di un quarto dei Paesi membri dell’ONU e nei rapporti internazionali essi sono sempre subordinati agli aspetti economici. A centinaia di milioni di uomini è negato il diritto di libertà personale,di parola, di pensiero, di religione e di autodeterminazione.
A conclusione dell’iniziativa del 22 ottobre, convinti che il Parlamento Europeo possa essere esempio autorevole tra le Istituzioni internazionali e centro propulsore di iniziative concrete per la salvaguardia dei Diritti Umani nel mondo, riteniamo necessario rivolgervi un Appello affinché vogliate istituire la

Giornata Europea per la Libertà delle Minoranze e dei Popoli oppressi.

Con questa iniziativa riteniamo che si possa coinvolgere le genti d’Europa nella difesa dei diritti umani, convinti che non basti più esprimere generiche solidarietà e preoccuparsi episodicamente per singole situazioni. E’ tempo che in Europa si riempiano le piazze di uomini e donne consapevoli.

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PERCRO – Robot che imparano i segreti dell’uomo

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PERCRO - Robot che imparano i segreti dell’uomo

Robot che imparano i segreti dell’uomo. E’ questa la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale sviluppata nell’ambito del progetto europeo Skills coordinato dal professor Massimo Bergamasco, fondatore del laboratorio Percro della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Cinque anni di lavoro, 15 partner internazionali – tra cui TECHNION – Israel Institute of Technology, CEA – Commisariat a L’Energie Atomique et Alternatif e DLR – German Aereospace Centre – e un convegno finale a Montpellier in Francia il 15-16 dicembre 2011.

«L’obiettivo generale di Skills – spiega Carlo Alberto Avizzano, attuale direttore del Percro – è di catturare in ambiente virtuale quell’indefinibile “quid†che rende ogni gesto unico e a volte anche eccezionalmente talentuoso in modo da poterlo riprodurre e insegnare ad altri uomini o robot». Ma attenzione: non si tratta della “semplice ripetizione meccanica†di una azione. Gli Skills robot imparano dagli uomini e riproducono i gesti adattandoli alla situazione ambientale grazie a una complessa modellizzazione matematica che passa “a raggi X†qualsiasi gesto umano.

Le applicazione di questa tecnologia sono vastissime, basti pensare al misterioso tocco di un artista o a quello esperto di un chirurgo colti nella loro “essenza†matematica. «Immaginiamo un chirurgo di eccezionale bravura – continua Avizzano – quello che noi ad esempio studiamo è come muove le dita, cogliamo la meccanica segreta di quel movimento (di cui probabilmente neppure lui è consapevole) in modo che il robot possa riprodurla in qualsiasi situazione, perché ogni operazione chirurgica è diversa dall’altra». E se per paradosso si potesse catturare la pennellata di Leonardo da Vinci il risultato non sarebbe un robot che ridipinge la Gioconda, ma un robot che dipinge qualsiasi soggetto alla maniera di Leonardo, “come se fosse Leonardoâ€. «Tutto questo entro dieci anni – spiega Avizzano – aprirà la strada al “robot socialeâ€, capace di interpretare cose come la delicatezza e più in generale la semantica di un gesto e la relazione con l’ambiente».

Intanto per tradurre in pratica gli esiti del progetto Skills, il laboratorio Percro ha sviluppato tre dimostratori che saranno presentati alla conferenza di Montpellier. Si tratta di ambienti virtuali e robotici che spaziano dalla “giocoleriaâ€, al canottaggio, alla riabilitazione.

Nel caso della giocoleria si è partiti dallo studio dei movimenti reali di alcuni campioni “umani†di questa specialità che per essere analizzati hanno dovuto indossare una speciale tuta dotata di sensori. Ciò che rende paradigmatica la giocoleria è che il movimento sembra essere sempre lo stesso (roteare ad esempio tre palline), ma in realtà non è mai lo stesso. Il risultato è che chiunque (o meglio l’avatar di chiunque) può cimentarsi con successo in questo gioco di abilità perché il sistema virtuale decodifica il modo in cui ogni singolo individuo si muove facendogli prendere al volo le palline.

Per quanto riguarda lo sport c’è poi “Sprintâ€, un sistema di addestramento per il canottaggio. In collaborazione con la Società canottieri di Pontedera, i ricercatori del Percro sono partiti dai movimenti degli atleti veri, dal “gesto atletico perfetto†di campioni di questa disciplina. Una volta immagazzinati i dati, il sistema (costituito da una piattaforma con carrello e remi immersa in un ambiente virtuale) può allenare qualsiasi atleta fornendo stimoli visivi, uditivi e vibrotattili per correggerlo e aiutarlo.

Il terzo dimostratore si applica invece al campo della medicina. Si tratta di un riabilitatore neurologico degli arti superiori per pazienti colpiti da ictus presso l’unità di neuroriabilitazione dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa. Il dispositivo (un esoscheletro robotico da indossare in un ambiente virtuale) aiuta nel riapprendimento dei gesti facendo leva sulla volontarietà e sull’intensità delle azioni. Si possono, ad esempio, prendere degli oggetti virtuali, comporre puzzle o anche “srotolare dei quadri†per ricomporre l’immagine dei dipinti in modo che i pazienti eseguano correttamente il movimento circolare del braccio.

SKILLS è un progetto che si sviluppa all’interno del sesto programma quadro europeo. Il progetto quinquennale (2006-2011), riguarda l’acquisizione, l’interpretazione, la conservazione e il trasferimento delle abilità umane attraverso le interfacce multimodali, la robotica, la realtà virtuale e le metodologie di design interattivo.

Il laboratorio Percro della Scuola Superiore Sant’Anna è il coordinatore del progetto a cui lavorano altri 14 istituti di ricerca internazionale: Aalborg University, CEIT (un’ente di ricerca privato no-profit), Commissariat à l’Energie Atomique – Laboratoire d’Intégration des Systèmes et des Technologies (CEA LIST), DLR – Institute of Robotics and Mechatronics, Fraunhofer Institut für Graphische Datenverarbeitung, HAPTION (una spin-off della French Nuclear Research Agency), KUKA Roboter GmbH (gruppo leader mondiale nella produzione dei robot industriale), LABEIN (un centro di ricerca privato non-profit), OMG (azienda specializzata nel computing design 3D), Queen’s University of Belfast, SIDEL S.p.A. (gruppo specializzato in macchine industriali per packaging), Technion – Israel Institute of Technology, UM1 – University Montpellier-1 e University of Tampere.

www.skills-ip.eu/

Il laboratorio PERCRO – Perceptual Robotics Laboratory – fa parte dell’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione (TECIP) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. E’ stato fondato nel 1991 e oggi impiega oltre 70 persone tra dottorandi, ricercatori, professori e collaboratori con uno specifico background in ingegneria e scienze informatiche (meccanica, elettronica, controllo, informatica e computer grafica), ma anche scienze sociali e scienze applicate (economia, medicina e beni culturali). La ricerca del laboratorio PERCRO è dedicata alla robotica percettiva con l’obiettivo di ideare e sviluppare concetti e tecnologie di interazione avanzata per migliorare la comunicazione tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, in particolar modo con gli ambienti virtuali e con i sistemi tele-robotici. L’applicazione delle tecnologie sviluppate riguarda la medicina, lo sport, l’industria, il design, i beni culturali e lo spettacolo. PERCRO ha partecipato a 25 progetti europei e ha maturato una grande esperienza nel trasferimento industriale. PERCRO ha sede a Pisa, ma è presente anche a La Spezia e Livorno.

Massimo Bergamasco è professore ordinario di meccanica applicata alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove insegna meccanica dei robot, geometria del moto nei sistemi meccanici e biologici, ambienti virtuali. I suoi studi sono focalizzati sulla modalità di apprendimento ed esecuzione di lavori manuali da parte dell’uomo nell’ambito della biomeccanica, delle neuroscienze e delle scienze cognitive. Gli studi comprendono anche i nuovi sviluppi tecnologici in termini di robotica dei sistemi, interfacce aptiche e ambienti virtuali. Bergamasco ha fondato il laboratorio di Robotica Percettiva Percro ed è il coordinatore di ENACTIVE, un network di eccellenza che ha lo scopo di sviluppare interfacce enattive, e del progetto integrato SKILLS, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Framework Programme 6.

PERCRO – Progetto SKILLS
Ufficio Stampa – press@percro.org
Daniela Salvestroni – +39.335.481556
Marina Magnani – +39.338.1438405
www.percro.org/

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MONICA HALLER The Veterans Book Project

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MONICA HALLER The Veterans Book Project

The Veterans Book Project è una biblioteca di libri che Monica Haller sta costruendo insieme ai veterani delle guerre americane di questi anni. Molti libri sono di soldati, uno è di una madre, un altro del fratello di un militare morto in battaglia, un altro ancora di una donna irachena che ha perso le gambe quando un missile statunitense è atterrato sul suo letto. Sono loro gli autori, loro gli esperti. Muovendo dal dimenticato, dal banale o più esattamente da ciò che non è mai stato registrato nella memoria, Haller chiede ai veterani di superare la retorica e puntare al centro del problema. Una foto scattata con il cellulare, una mail, un’annotazione di un diario, un’amnesia: le risorse sono senza limiti. La biblioteca cresce e prende forma con l’eredità delle guerre.

Haller non è l’autrice dei libri. È colei che compone gli elementi del progetto e la griglia che gli autori possono riempire. L’artista cura lo spazio per i loro esperimenti e fornisce il software editoriale, una piattaforma stabile per questo spesso fragile materiale. L’artista è un’ascoltatrice, una redattrice, una grafica, una testimone. Usa il formato del libro per la sua materialità, per la sua qualità di veicolo di storia e di memoria, per la sua stabilità e mobilità. Otto workshop in un anno hanno prodotto trenta libri e migliaia di copie in circolazione. In un tempo di guerre “infiniteâ€, Haller costruisce una comunità di autori e lettori per creare attraverso i libri discussioni e un continuo scambio di conoscenze sulla guerra.

La biblioteca sarà installata a Nomas Foundation in una reading room che permetterà ai visitatori di immergersi in un universo convulso e frammentario di memorie intrattabili e di immagini sopravvissute. I libri diventano così dispositivi per scoprire i limiti di ciò che può essere veramente immaginato, e dunque visto e sperimentato in termini culturali, del Reale traumatica e non narrabile della guerra. Guerra che Haller vede come il punto nel quale tutte le strategie discorsive o visive vacillano e crollano, dove la rappresentazione è costantemente sfidata dall’incerta, perversa natura dei fatti, la controparte del mondo immaginario pilotato dai media dove tutti noi abitiamo.

Sfidando la nostra capacità di richiamare il passato, costringendoci a concentrarci sull’abisso traumatico che costantemente minaccia il nostro linguaggio e la nostra vita, Monica Haller si pone l’obiettivo di riattivare il potenziale critico dell’arte come un atto di resistenza, un processo dal quale ogni individuo, esperto o meno, artista o meno, connette se stesso ad un contesto e a una comunità, e ritrova la sua capacità di creare storie e rappresentazioni alternative e forse un linguaggio nuovo – un linguaggio che fa posto al trauma, e in ultimo si afferma come un potente fattore di trasformazione per l’esistenza umana.
A questo fine, ogni libro è strutturato per essere un inizio. Studenti e insegnanti saranno invitati a visitare la Nomas Foundation per attivare la mostra, portandola in una nuova direzione attraverso le loro esplorazioni e le loro voci. Le classi possono ricercare, fare presentazioni, progetti video e produrre nuovi libri. Come prolungamenti che si irradiano dalla biblioteca, le loro voci diventano parte di questo mormorio. Il suono cresce.

Il 13 dicembre, alle ore 18, in collaborazione col MACRO, si è svolta alla presenza dell’artista una tavola rotonda intorno a The Veterans Book Project con la partecipazione di Andrea Cortellessa, saggista e critico letterario, Arturo Mazzarella, storico e teorico della letteratura, Tommaso Pincio, narratore e saggista. La discussione, moderata da Stefano Chiodi, sarà incentrata sui molteplici spunti offerti dal lavoro di Monica Haller, e in particolare sulla relazione con la letteratura di guerra e l’immaginario mediatico, sui problemi teorici connessi alla possibilità di trasformare in esperienza culturale ciò che per definizione, come il trauma, non può essere narrato o rappresentato.

a cura di Stefano Chiodi
Nomas Foundation, Viale Somalia, 33 – Roma

Mostra dal 7 dicembre 2011 al 23 febbraio 2012

Biografie

Monica Haller è un’artista visiva nata nel 1980 a Minneapolis. Spaziando tra design, video, fotografia e scrittura, la sua pratica si focalizza sui problemi di giustizia sociale, tentando di diffondere informazione amplificando i materiali e le tecnologie che i suoi collaboratori conducono e sperimentano nelle loro stesse vite. Trauma, memoria e comunicazione sono alcuni dei temi del suo lavoro. Monica ha una laurea in Processi di Pace e Studi sui Conflitti conseguita presso il College of St. Benedict e un Master in Arti Visive conseguito presso il Minneapolis College of Art and Design. I suoi lavori sono stati esposti in differenti occasioni dal Festival Les Rencontres d’Arles, in Francia, al Walker Art Center, a Minneapolis, al Rhode Island School of Design (RISD), a Providence, fino alla Biennale 01SJ, Build Your Own World, San Jose. Ha ricevuto numerosi premi per il suo lavoro, incluso una Guggenheim Fellowship e un supporto dal National Endowments for the Arts.

Stefano Chiodi (Roma, 1963) è storico e critico d’arte. Tra i suoi libri La bellezza difficile (2008), Una sensibile differenza (2006), Prototipi (con B. Pietromarchi, 2004); è uno degli autori di Espresso (2000). Ha curato diversi volumi, tra cui i recenti Ai Weiwei, Il Blog (2011); Spazio (con D. Dardi, 2010); Marcel Duchamp. Critica, biografia, mito (2009); Le funzioni del museo (2009); annisettanta (con M. Belpoliti e G. Canova, 2007). Ha curato mostre in spazi pubblici (tra le più recenti ZimmerFrei, MAMbo, Bologna 2011; Giulia Piscitelli, Fondazione Giuliani, Roma 2011; Olaf Nicolai, Galleria Civica di Ferrara 2008; vedovamazzei, MADRE, Napoli 2006), traduzioni, convegni e programmi culturali per Radio3 RAI. Scrive su «il manifesto», «alfabeta2» e altre testate. È condirettore editoriale di www.doppiozero.com. Insegna Storia dell’arte contemporanea al DAMS dell’Università Roma Tre.

NOMAS FOUNDATION
Inaugurazione 6 dicembre 2011, ore 18.30
dal 7 dicembre 2011 al 23 febbraio 2012
martedì – venerdì 14,30 -19.00
Nomas Foundation Viale Somalia 33, 00199 Roma
Tavola rotonda: 13 Dicembre h 18,00 – MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, via Nizza, 138
info@nomasfoundation.com T. +39 0686398381 | +39 338236295

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Ecco il popolo dei ‘travellers’, i business man d’Italia sempre con la valigia in mano

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Ecco il popolo dei ‘travellers’, i business man d’Italia sempre con la valigia in mano

Tra affari e impegni delicati passano piu’ tempo in hotel che in ufficio o in casa, sono sempre in viaggio e portano con loro tic e manie. Ben 6 ‘travellers’ su 10 si rivelano pignoli sulla comodita’ del letto e 1 su 2 non transige sull’importanza di una colazione completa, fondamentale per un giusto apporto energetico necessario per concludere importanti trattative di lavoro

Altro che impiegati tutti ufficio e casa. Gli italiani cambiano e si scoprono sempre piu’ con la valigia in mano, impegnati in mille viaggi di lavoro e costretti a spostarsi da un hotel all’altro. Sono i “travellersâ€, neologismo nato per indicare quegli italiani sempre in giro per lavoro. Proprio come il personaggio interpretato da George Clooney nel film “Tra le nuvoleâ€, un manager perennemente in viaggio costretto a fare la spola tra aeroporti e alberghi. Chi sono e quali sono le loro abitudini quando si trovano in hotel? Gli indaffarati business man d’Italia, sia uomini che donne, sono combattuti se optare per un albergo a 4 o a 3 stelle, mentre 1 su 2 sceglie quelli situati nelle vicinanze del luogo dove ci si deve recare per lavoro. E quali sono i tic e la manie? Ben 6 su 10, appena arrivati in stanza, provano subito il letto constatandone la scomodita’, mentre la meta’ di loro mostra particolare attenzione all’isolamento acustico del locale. La stragrande maggioranza dei ‘travellers’, pero’, concorda su un punto: il momento migliore del soggiorno è quello della prima colazione, considerata fondamentale per iniziare bene la giornata e garantire un giusto apporto energetico per affrontare gli impegni imposta dalla loro fitta agenda e concludere un buona affare. E, a fine viaggio, i business man sono soliti portare con sé dei piccoli ricordi di quella che per molti di loro e’ una ‘seconda casa’: il 26,3% opterebbe per le pantofole, mentre il 22,1% opterebbe per un accappatoio.

E’ quanto emerge da una ricerca promossa dall’Osservatorio Nestlé Professional che ha realizzato 500 interviste a uomini (53%) e donne (47%), di eta’ compresa tra i 25 e i 55 anni, per sondare le abitudini e le esigenze del popolo di viaggiatori per lavoro che frequentano l’hotel.

Combattuti sulla scelta di un albergo a 4 o a 3 stelle, la meta’ dei ‘travellers’ preferisce quelli situati nelle vicinanze del luogo dove ci si deve recare per lavoro. Le fissazioni piu’ comuni? Ben 6 su 10 trovano il letto della propria stanza scomodo, mentre la meta’ di loro si lamenta del poco isolamento acustico

Dove si sposta la scelta del business man italiano nel momento di mettersi in viaggio per lavoro? La meta’ di loro (49,5%) preferisce scegliere hotel a 4 stelle, quasi l’altra meta’ (41,1%) invece punta su quelli a 3 stelle. Per comodita’ 1 ‘traveller’ su 2 sceglie alberghi vicini ai luoghi della trattativa, mentre un quarto preferisce scegliere quelli situati in centro. Criteri di scelta? Ben 8 su 10 scelgono l’hotel in base alla posizione (80%) ed al prezzo (76,8%), piu’ della meta’ di loro (53,7%) opta per una determinata struttura in base ai servizi offerti all’interno.

Appena arrivati in camera, il 32,6% dei business man d’Italia ispeziona tutta la stanza, il 17,9% inizia subito a disfare le valigie ed a sistemarsi, altri invece per prima cosa si mettono comodi (10,5%) o provano il confort del letto (9.5%). Cosa non va in una camera d’albergo che non soddisfa le proprie aspettative? A 6 travellers su 10 e’ capitato di trovare il proprio letto scomodo, la meta’ di loro (49,5%) si lamenta del poco isolamento acustico, leggermente meno (37,9%) la percentuale di coloro che si lamentano della poca cura della stanza.

Per affrontare nel migliore dei modi gli impegni lavorativi, per 1 ‘traveller’ su 2 iniziare la giornata facendo una buona colazione e’ fondamentale, anche per la buona riuscita di un affare. E tra le manie piu’ diffuse, il portarsi a casa cimeli del soggiorno e riprodurre tra le mura domestiche le esperienze vissute in hotel, come asciugamani e pantofole

Per affrontare nel migliori dei modi il loro ritmo di vita frenetico, piu’ della meta’ dei travellers (51,6%) ritiene molto importante iniziare la giornata con una buona prima colazione. Per il 25,3% di loro il breakfast in hotel e’ un’occasione per mangiare cose sfiziose, per altri (24,2%) rappresenta il modo giusto per ricaricare le batterie, affrontare la giornata e riuscire a chiudere importanti affari. Per loro l’esperienza rappresenta uno dei momenti piu’ gratificanti del soggiorno, che piu’ di 4 su 10 (41,1%) vorrebbero invece riproporre tra le mura domestiche le stesse piacevoli sensazioni della prima colazione in hotel. E allora, cosa piace di piu’ della colazione in albergo? Il 34,7% ha risposto la varieta’ dell’offerta, mentre il 26,3% ama la colazione in hotel per presenza di prodotti che di solito non mangia ed il 14,7% la apprezza per la qualita’. Il tempo dedicato alla prima colazione e’ quindi un momento della giornata fondamentale per i travellers: 7 su 10 impiegano dai 15 ai 30 minuti per il loro breakfast, il 26,3% ci mette invece meno di un quarto d’ora. Per quasi la meta’ dei business man intervistati e’ importante trovare nella prima colazione sia prodotti di marca (47,4%) che avere indicazioni su una corretta colazione (44,2%). Quali sono i prodotti piu’ adatti? La meta’ (49,5%) sceglie prodotti biologici, 3 su 10 (29,5%) invece optano per quelli dietetici.

I travellers passano piu’ tempo in una stanza d’albergo che nelle rispettive abitazioni; ecco perché molte volte vorrebbero portarsi a casa oggetti e riprodurre tra le mura domestiche le esperienze vissute in hotel. Tra i souvenir che i business man porterebbero via con sé, il 26,3% opterebbe per le pantofole, mentre il 22,1% ha risposto l’accappatoio ed il 18,9% dei “cleptomani da hotel†sceglierebbe asciugamani e teli da bagno. Ci sono inoltre esperienze e servizi che i travellers trovano in albergo e che vorrebbero trasferire a casa propria: quasi la meta’ (44,2%) desidererebbe rivivere il confort provato durante un rilassante idromassaggio, 3 business man su 10 (31,6%) “trasferirebbe†a casa la sauna provata in hotel, mentre leggermente meno (28,4%) coloro che vorrebbero il servizio in camera anche tra le mura domestiche.

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Mercatini del Volontariato e della Solidarietà

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Mercatini del Volontariato e della Solidarietà

Oltre 50 associazioni si alterneranno in Via Garibaldi, per il Mercatino del Volontariato e della Solidarietà. La inaugurazione si terrà sabato 26 novembre, giorno di apertura del Mercatino, la chiusura sabato 31 dicembre.
Gli orari dei mercatini sono i seguenti: al mattino dalle 10.00 alle 14.00 il pomeriggio dalle 14.00 alle 19.00. Vi aspettiamo il 26 novembre per la inaugurazione in via Garibaldi a Trento.

Abbinata ai mercatini la LOTTERIA DI SOLIDARIETA’ i cui proventi andranno ai gruppi e alle associazioni che parteciperanno. I premi messi a disposizione sono stati gentilmente offerti dalle associazioni, il costo dei biglietti della lotteria è di 1 euro ciascuno.

Le associazioni di TRENTINOSOLIDALE ONLUS saranno presenti con RACCOLTA PASTI 117 con la campagna ZELTEN DELLA NONNA, in vendita anche i CALENDARI realizzati per il 2012 da TRENTINOSOLIDALE. Invitiamo all’acquisto per sostenere le spese del progetto di Raccolta dei Pasti e per il mantenimento del servizio di Consegna derrate alle mense dei poveri e alle famiglie iscritte al programma di solidarietà. SUUF VERDE onlus, artigianato e prodotti per la salute dal Senegal i cui proventi saranno raccolti per il Centro di Accoglienza di Minori del comune di Mbour in Senegal.

EL PUETRO e MAGNIFICAT con oggetti di artigianato argentino, i cui proventi andranno a finanziare la costruzione della Scuola del Pozo de la Gringa del Chaco argentino. DOKITA e la PIRONART di Diego Zeni, con la raccolta fondi per la missione religiosa “Dokita”. Infine altri gruppi di TRENTINOSOLIDALE potrebbero essere presenti con i loro oggetti e le loro proposte solidali per vivere al meglio il Natale e lo spirito natalizio. Il calendario preciso delle giornate tra qualche giorno sarà on line.

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72 anni di storia e 2.000 di tradizione

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72 anni di storia e 2.000 di tradizione

di ELISA PALMIERI

L’8 novembre scorso è stato festeggiato il settantaduesimo anniversario dalla fondazione del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. La cerimonia si è svolta presso le Scuole Centrale Antincendi di Roma Capannelle con l’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Ministro dell’Interno Roberto Maroni. Presenti anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e i sottosegretari all’Interno Michelino Davico, Sonia Viale e Guido Viceconte.

Maroni che ha ringraziato Napolitano «per aver voluto rendere concreta testimonianza dei sentimenti di affetto che il Paese nutre per il Vigili del fuoco», ha inteso testimoniare il proprio apprezzamento ai Vigili «che sono ora impegnati senza sosta nei soccorsi alle persone colpite dai nubifragi. Sono stati fatti 3.500 interventi, con 600 unità operative e migliaia di uomini e mezzi in cinque regioni. E’ – ha sottolineato il ministro dell’Interno – un vero record di efficienza e solidarietà».

La storia dei Vigili del Fuoco affonda le radici in un profondo passato, già nel VI° secolo d.C., infatti, l’imperatore Augusto crea la militia vigilum. Qualche secolo più tardi, nel 1938, il nome di “Pompiere”, di origine francese e presente nella memoria comune, viene abbandonato per quella di “Vigile del Fuoco”, a ricordo dei Vigiles dell’antica Roma. In seguito, nel 1939, divengono Corpo Nazionale alle dirette dipendenze del Ministero dell’Interno con la capacità di muoversi sull’intero territorio nazionale in caso di emergenza. Dal dopoguerra a tempi più recenti il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sono pronti quotidianamente a situazioni d’emergenza e presenti in operazioni di soccorso laddove si verifichino disastri ambientali. La capacità e caparbietà che li contraddistingue li ha resi indispensabili anche oltre i confini nazionali.
Per questi motivi Roberto Maroni ha assicurato, inoltre, di non apportare tagli economici, tutt’altro c’è l’intenzione di rafforzare il Corpo Nazionale con più sovvenzioni.

Per questi motivi il Capo dello Stato ha consegnato nel corso della cerimonia 4 medaglie al Valor Civile. La medaglia d’oro alla Bandiera del Corpo Nazionale per i venti anni di attività, dal 1992 al 2011, durante i quali i Vigili del Fuoco si sono particolarmente distinti nell’attività di soccorso alla collettività, come dimostrato anche in questi giorni dal grande lavoro svolto nel Paese presso le popolazioni colpite dall’emergenza alluvione. La medaglia d’argento al Merito Civile alla Bandiera del Corpo – per l’opera straordinaria di soccorso prestata in occasione degli eventi alluvionali che hanno colpito la provincia di Messina nei primi giorni di ottobre del 2009 – e altre due medaglie, una d’argento alla memoria del Vigile volontario Massimo La Scala, che ha perso la vita durante un intervento di soccorso, ed infine una medaglia di bronzo al Coordinatore Elio Fabris, per aver salvato una donna caduta in acqua con la propria auto.

Una giornata calda, seppur con qualche soffio di vento in più del previsto, ha visto concludersi la cerimonia, a tratti commovente, con un breve saggio dei Vigili del Fuoco per celebrare la bandiera italiana.

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