SOUL Quattro anni di successi

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SOUL  Quattro anni di successi

Il sistema di placement SOUL festeggia 4 anni di attività

In un anno più di 22.000 utenti e quasi 2000 imprese

iscritte liberamente al portale www.jobsoul.it

“I 4 anni di SOUL e la fiducia che ci accordano studenti e imprese – ha dichiarato il Prof. Pietro Lucisano, Responsabile SOUL – testimoniano la necessità di un’infrastruttura per cercare di ottimizzare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro per le alte professionalità. La scommessa è ora quella di dare stabilità e continuità a questo servizio e consolidare i rapporti con gli altri interventi di politiche attive per il lavoro. SOUL si impegna a mettere a disposizione degli altri Atenei italiani l’esperienza maturata e il suo software affinché il servizio possa vedere la collaborazione di quante più università possibiliâ€.


SOUL è una rete di 8 Atenei del Lazio: Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata, Foro Italico, Accademia delle Belle Arti, LUMSA, Cassino e Viterbo. Obiettivo dell’Intesa è agevolare studenti e laureati nella delicata fase di transizione dal percorso universitario al mondo del lavoro. A 4 anni di distanza, SOUL ha raggiunto importanti risultati lavorando con impegno per fornire, a studenti, laureati ed imprese un servizio utile, innovativo ed efficace.

Il sistema di placement universitario offre agli studenti, ai laureati e alle aziende un sistema informatico (www.jobsoul.it) che, oltre a fornire un valido strumento di incontro domanda e offerta di lavoro, si avvale dell’algoritmo basato su reti neurali per la preselezione dei candidati e del software per la gestione dei tirocini.

Al momento sono oltre 76.930 gliutenti iscritti e più di 5.560 le aziende registrate al portale.

SOUL in numeri

Statistiche aziende

Le imprese iscritte al portale sono 5.566.

Il 68% delle imprese ha sede nella Regione Lazio ed il 10% in Lombardia. Sono 6.695 il totale delle opportunità di lavoro e tirocinio pubblicate sul sito SOUL ed attualmente centinaia sono quelle attive. La tipologia di annunci di lavoro inseriti nel sistema è estremamente eterogenea, il 65% delle opportunità si rivolge a candidati che non hanno competenze specifiche, il 28% a neolaureati in cerca di prima occupazione con diverso grado di esperienza ed infine il restante 5% è riservato a candidati che hanno già vissuto specifiche esperienze professionali.

Statistiche Studenti e Laureati

Gli iscritti al portale attualmente sono 76.935 con 85.403 curricula inseriti. La percentuale più alta spetta alle donne con il 63% contro il 36% di presenza maschile. Il 19% già lavora mentre il 62% è disoccupato e/o inoccupato. Gli utenti nella fascia di età dai 24 ai 26 anni ammontano al 22% mentre oltre il 68% gli iscritti supera i 27 anni.

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Giornalisti, zelanti ficcanaso, negli affari della camorra

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Giornalisti, zelanti ficcanaso, negli affari della camorra

di AUSILIA GUERRERA

Il mondo è diviso in due iperstati, in guerra fra loro. Dopo Siani, caso eclatante di un’informazione passata al setaccio da “cosa nostraâ€, nonché di una vita frugata nei suoi minimi intimi dettagli e infine stroncata dalla camorra, si allunga la lista dei giornalisti la cui vita è messa a repentaglio   -  un esempio fra tutti Roberto Saviano -   dal loro lavoro di cronaca,  fatto di scandaglio e di indagini accurate e meticolose, con fughe in avanti riguardanti i loschi traffici internazionali di “cosa nostraâ€. La camorra, che tutto vede e tutto sa, come un grande fratello del male, ne segue passo-passo la “carrieraâ€, spiandone di continuo le piste, cercando di mettersi di traverso, ostacolando la vita di questi purosangue dal fiuto sicuro, rendendogliela amara. La camorra interviene contro i giovani cronisti, mentre la società civile tutta, compatta, dovrebbe lottare sia per garantire, in primo luogo, il diritto sacrosanto all’informazione, senza oscurantismi di sorta, da parte dei poteri vari chiamati in ballo, sia per conservare un granello di umanità. Cosa indovinano i giornalisti, dediti alle loro inchieste sulla mala, che fanno tanto allarmare mafiosi e camorristi?

Evidentemente tutto, o niente. Delle due, l’una: così tirano a indovinare i mafiosi, che rilanciano con minacce versus i giornalisti, purché cali il sipario su “cosa nostraâ€. Appunto! L’importante è il silenzio e l’ombra, per affari, legali e illegali, sempre più inveterati nella realtà economica del Belpaese. Una compromissione ai limiti della legalità che non permette che si scavi veramente mai a fondo, che si arrivi al bandolo della matassa, perché le propaggini tentacolari della “piovraâ€, si irraggiano dovunque, senza che si arrivi mai alla matrice di quegli interessi ultramilionari profondamente compromessi con il Potere. Mentre la trasparenza del potere, connotato essenziale della democrazia, non è affatto assodata e pare cedere il passo a forme e luoghi di decisione sempre più concentrati, oscuri, clandestini. La rinascita sempre e comunque della camorra, che come la fenice rinasce dalle proprie ceneri, va fatta all’ombra, o comunque nel silenzio di una società civile omertosa. Il potere della camorra va combattuto, oltre che dallo sforzo istituzionale e organizzativo peculiare della magistratura, anche a suon di articoli (che schiaffeggino la camorra) per rompere e scuotere l’indifferenza e l’omertà che tollera queste forze annichilenti – qualunque siano, in qualunque tempo.  Azzardare indagini, nel momento in cui ci si adopera semplicemente nel fare il proprio mestiere, per i tanti giornalisti, meno noti di Saviano, ma altrettanto brillanti pervicaci e pugnaci,  fa sì che, purtroppo, s’ingrossino le fila delle persone minacciate dalla camorra. La preparazione da parte della camorra delle minacce dell’odio che fervono per intimidire chi fa il proprio dovere, silenziando sul nascere qualunque rivelazione in merito, non può lasciarci indifferenti.

Occorrerebbe dedicarsi, settimanalmente, alla produzione di pamphlets, con tanto di elenchi di minacce ricevute dai cronisti,  atti a destare un’attenzione pubblica sopita, impiegata in blocco, per un movimento d’opinione, in specie giovanile, totalmente prodigo a far scuola di pensiero e così blindare la coscienza di fronte all’insostenibilità e alla ripulsa a pelle delle atrocità nemiche, anche solo psicologiche; in nome di un’intolleranza dell’opinione pubblica tutta versus ogni manifestazione della criminalità organizzata, per riavviare un sistema informativo dei giovani che punti a ricostruire qualche modello di riferimento culturale diverso dallo scambio (ineguale) di merci.      In un gioco delle parti, in cui i termini di paragone sono da un lato la società civile libera di esprimersi su tutti gli aspetti, anche e soprattutto negativi, della società civile (per in-formarla), e dall’altra la mela marcia delle organizzazioni criminali che non attecchisce più nel cuore della nostra vita, pur tramando nell’ombra, sfuggente le previsioni i controlli e le inchieste giornalistiche.

Una bella idea di dissociazione su tutta la linea e di dissoluzione dell’idea stessa di qualsivoglia germoglio della camorra, è in potenza per un offuscamento reale della camorra, che non deve però accompagnarsi alla sua emarginazione (una sorta di eclissi…) dalla memoria collettiva (mai dimentica), che vigili invece sempre sulle indagini in corso, per una costante riflessione storico-culturale. Dunque pamphlets come bollettini di guerra, in una guerra-guerreggiata di intimidazioni e risoluzioni violente contro la cronaca, come autentico supporto  psicologico-morale,  per chi è vittima del male per antonomasia. Perché l’importante è che se ne parli: sempre e comunque. Ci si dovrebbe indignare e prodigare in una razione giornaliera di notizie, opere e omissioni, di fatti e misfatti, dove nulla è lasciato al caso, e nulla è intentato. Un’incisione a pelle sulle nostre coscienze che non lasci grumi sporchi di domande inevase inquietanti e vibranti sulle arterie e sui giri di affari della mafia e della camorra e sulla loro azione cogente la libertà di espressione per antonomasia: la libertà di stampa. Silenzio stampa, dunque, secondo la camorra.

Lo psico-reato se è vero che non comporta la morte, la prepara. È la morte. È un’incisione nelle pieghe e nelle righe delle pagine e delle giornate dei cronisti, che incute paura, ma che non spezza il fiato in gola di questi giornalisti che continuano a parlare e a scrivere soprattutto dei loro vessatori. Escamotage troppo ovvio e inconcludente, perché la minaccia, messa a cavallo delle giornate dei purosangue dell’informazione, non disarciona mai questi zelanti ficcanaso.

 

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Premio Gaetano Marzotto: 450mila euro agli imprenditori di domani

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Premio Gaetano Marzotto: 450mila euro agli imprenditori di domani

Si apre ora la prima fase, quella di recruiting, a cui faranno seguito altri step di valutazione, per arrivare a Novembre, con la Cerimonia di Assegnazione dei Premi, a Vicenza.

Promossa dall’Associazione Progetto Marzotto, il Premio, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, gode dei Patrocini della Presidenza del Consiglio per il Dipartimento della Gioventù, per il
Ministero dello Sviluppo Economico e per l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione; del CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, del CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e di Unioncamere.

Realizzato in collaborazione con H-Farm, M31, SeedLab e veDrò, vede il coinvolgimento di Advisors quali: 360 Capital Partners, Fondamenta sgr, Gradiente sgr, IBAN Italian Business Angel Network, Innogest sgr e Synergo sgr.

Il Premio Gaetano Marzotto è un riconoscimento dedicato a una nuova idea di fare impresa, che oltre a un premio in denaro, mette a disposizione partner e network per sviluppare al meglio il progetto.

Tre le Commissioni impegnate a individuare cinque progetti imprenditoriali, fondati su criteri di innovazione, sostenibilità e impatto sociale.

Vinto lo scorso anno dai progetti Micro4Art, microrganismi per il restauro di superfici lapidee d’interesse artistico; TICE per crescere e imparare interconnessi e Vinswer, piattaforma online che permette di monetizzare le proprie competenze, il Premio si presenta, per il suo secondo appuntamento,
rinnovato, articolando il terzo concorso in tre riconoscimenti e annunciando un montepremi cresciuto, di 450.000 complessivi, così ripartiti:

– Premio Impresa del Futuro, 250.000 euro

Al miglior progetto imprenditoriale con capacità di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali, culturali, territoriali o ambientali.

Federico Marchetti, Gaetano Marzotto, Mario Moretti Polegato, Alessandro Profumo, Renzo Rosso e Roberto Siagri, i componenti della Giuria.

Settori di intervento preferibili, quelli di riferimento per il Made in Italy:

moda e tessile, agroalimentare, turismo, farmaceutico, meccanica, casa, arredamento e ambiente.

- Premio Per una Nuova Impresa Sociale e Culturale, 100.000 euro

Al miglior progetto imprenditoriale con capacità di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali e culturali.

Emil Abirascid, Ilaria Capua, Luca De Biase, Mario Del Co, Stefano Gallucci e Maurizio Sobrero, i componenti della Giuria.

Settori di intervento preferibili, quelli del terzo settore e dei servizi culturali, sociali, alla persona, all’ambiente.

- Premi “Dall’Idea all’Impresa”, totali 100.000 euro

Alle tre idee di fare impresa più innovative, rispetto alle quali si offre un periodo di residenza all’interno degli incubatori d’impresa H-Farm, M31 e SeedLab – con programmi seed dedicati, percorsi di formazione, tutoring e mentoring – per trasformare tali idee in impresa.

Riservato a giovani di età massima 35 anni, il Premio non verrà corrisposto in denaro.

Il Premio si rivolge a tutti coloro – singoli soggetti, team, imprese – che hanno una nuova idea imprenditoriale, in grado di generare una ricaduta economica e un impatto sociale positivo principalmente sul territorio italiano, con sede e base di sviluppo in Italia, ma capacità di crescita internazionale. Le idee proposte devono essere originali, innovative e attuabili, finanziariamente sostenibili o profittevoli.

Per partecipare, si deve inviare il progetto d’impresa tramite il sito www.premiogaetanomarzotto.it.

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factchecking.it – la verifica della notizia

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factchecking.it - la verifica della notizia

MARTINA CECCO

Internet e la comunicazione istantanea di fatti e di notizie (vedi facebook e twitter) ci ha insegnato a dover usare con sempre più intelligenza la rete, sommersi da informazioni anche spesso contrastanti su quello che ci circonda, dobbiamo saper scremare il vero dal falso, cercando tra le fonti quelle più affidabili e quelle migliori, tuttavia non è sufficiente. Il tempo e gli eventi che intercorrono tra la divulgazione della notizia e il momento in cui la leggiamo giocano un ruolo fondamentale sulla veridicità dei fatti, per questo e per molti altri motivi è nata factchecking.it, una soluzione strumento che aiuta a fare indagine on line, attraverso la partecipazione attiva al network, per cercare di arrivare il più vicino alla verità dei fatti possibile.

Nel laboratorio di Piazza Fiera del Festival dell’Economia di Trento 2012 si è giocato insieme a Giancarlo Sciascia Community manager e manager culturale, alla indagine sulla verità ai tempi di internet, attraverso la piattaforma factchecking.it.

Il gruppetto di lavoro si è confrontato con una notizia divulgata on line, sul tema della presenza dell’orso in Trentino: l’obiettivo era quello di provare a capire, per esempio, quanti sono esattamente gli orsi presenti in provincia attualmente, partendo da un dato di 45 orsi, dato dal Governatore Lorenzo Dellai (nel 2000 gli orsi erano appena 10, ma dopo il ripopolamento sono diventati oltre 45) e cercando on line dei testi più aggiornati che confermassero o smentissero questa frase. Il risultato? Un parziale concordare, dato che i diversi testi trovati hanno reso notizie che vanno dai 40 ai 50 orsi ..

Insomma questo era un esperimento semplice, portato a gioco, per spiegare come funziona factVchecking.it, uno strumento che ha preso esempio dal giornalismo professionale, basato sul metodo empirico della confutazione della notizia. Sito di interesse https://factchecking.civiclinks.it/

Partecipare a factchecking.it significa avere accuratezza, imparzialità, gratuità, legalità nel discutere delle notizie in veste di citizen detective. In alcuni casi le notizie che riceviamo sono davvero distorte rispetto alla realtà intrise di altro, che non sono per nulla fatti. factVchecking.it è nato per smascherare queste false notizie e per portare alla luce la verità costruita dai citizen detective in journalism, che iscrivendosi come partecipanti al progetto hanno occasione di condividere ciò che sanno, in alcuni casi con risultati sorprendenti.

Iniziare a lavorare con factchecking.it è semplice, una notizia di interesse, vista in TV o letta su internet o sui giornali, documentata e scritta, può essere discussa attraverso fonti eterogenee (quindi non dicendo il proprio parere ma riportando altri FATTI scritti, provati) che possono arrivare a determinare se e quanto le fonti che prendiamo in esame sono affidabili o quanto non lo sono, insomma ecco il potere sovrano: giudichiamo con i fatti quello che i giornali e la stampa in genere tendono a proporci come ineluttabile verità ..

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La cortesia, un diaframma tra pensiero e azione

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La cortesia, un diaframma tra pensiero e azione

di AUSILIA GUERRERA

La cortesia è un atteggiamento mentale che rimanda al bon ton: certo c’è quella di facciata e quella di sostanza, ma l’ideale sarebbe – come la corrispondenza di amorosi sensi fra gli innamorati -    una corresponsione delle due sfere; alludendo a una grazia del buon vivere che sempre più latita. Se prendiamo alla lettera il galateo, alla voce “cortesia†si legge che non è prescritto un comportamento cerimonioso né blasé, e che al contrario della scortesia, la cortesia, è indice di buona educazione, la quale non si limita a una parvenza affettata nel rivolgersi agli altri, ma a un porgere se stessi con premura andando incontro al prossimo con affabilità ed interesse.

Insomma mettere le persone a proprio agio.  La cortesia è un temperamento, un diaframma tra il pensiero e l’azione che si consuma nella vita di tutti i giorni, scivolando fra le righe e le pieghe delle giornate e delle situazioni. È un’attitudine distante sia dalla vacuità, quanto da un tatticismo strategico che sa del proprio  particulare tornaconto. È difficile oggi giorno incontrare simili esemplari di un’umanità in via d’estinzione nemmeno fossero dinosauri da museo, mentre è molto più facile imbattersi in “gentucca†– come decantava Dante in un canto del Purgatorio!… -  sconsolante che reclama il proprio posto al sole, ovunque ci si trovi, sempre e comunque – per partito preso, come nuova categoria dello spirito dei tempi moderni: alla cassa di un supermercato, come al cinema o in una metro. Quando non del tutto recalcitranti e maleducati. La desolazione è imperante.

La chance, il caso, d’incontrare individui gentili è ridotta all’osso; ma non ci si scoraggia facilmente; soprattutto non si demorde per un centinaio di casi o poco più!…  nonostante l’indubbio degrado dei costumi. Osservare come le persone si rapportano l’una all’altra, lascia il tempo che trova a commenti di scene “disumaneâ€, per la sequela, sempre uguale a se stessa, di azioni e reazioni incastrate nei soliti gorghi di amicizia–inimicizia, che lasciano disarmati e affranti. Non si è più nemmeno spiazzati, tale è il “callo†all’abitudine, alla mala educazione. Ma, in barba a un cinismo imperante, la frenesia e i ritmi disomogenei di vita e di lavoro, in genere non possono e non devono lasciarci indifferenti, non deponendo dunque a favore di un’osservazione clemente; tutt’altro la scortesia che ci circonda, ci aiuta a captare, come una punta dell’iceberg ben visibile ma poco scalfibile, il sintomo della malattia di una società stanca e individualista, che poco o affatto rispetta la faccia dell’altro.

Un piccolo balzo indietro a un’epoca recente, non così remota per chi conserva un minimo di memoria di un passato prossimo, racconta di quando (poco prima che la crisi economica deflagrasse a confonderci la visuale e a confinarci nelle nostre – sempre più povere – case), uscire in strada ed essere contaminati, appestati letteralmente, dagli scarichi dei Suv, superaccessoriati e super-lussuosi, era una costante delle nostre pustolose passeggiatine,  ma soprattutto una consuetudine elevata ad arte di una maniera di fare di agire e di esprimersi: in un ambito sempre più strettamente “intimistaâ€; come dire che le attenzioni le premure i riguardi erano sempre più centellinati all’interno di un piccolo, ristrettissimo nucleo, microcosmo familiare. Quindi la scortesia affonda in radici lontane, anzi ben più lontane di queste descritte.

Adesso che tutti stanno facendo davvero carte false per vendere questi ingombranti bisonti che mal si destreggiano nelle nostre stradine cittadine, essendo programmate per ben altri piani urbanistici, beh!, speravamo che la gente, non più rinchiusa in queste roccaforti mobili, in queste monadi – torri di babele, si affacciasse a una maggiore ricezione del mondo esterno. Non si è trovata, invece, una soluzione migliore che quella di perseverare, negligentemente, in un approccio verticale, in cui ci  si  guarda  dall’alto  verso  il  basso, e si parla frecciate e pugnali. Espressione di un faticoso dovere civico.

 

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Nasce Libreriamo, il primo bookzine per la promozione della lettura e dei libri

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Nasce Libreriamo, il primo bookzine per la promozione della lettura e dei libri

Un magazine on-line che si pone come campagna di sensibilizzazione a sostegno del libro per spingere a leggere di piu’

Sbarca sul web “Libreriamo†(www.libreriamo.it ), il primo bookzine per la promozione della lettura e dei libri. Un magazine on-line, unico nel suo genere, in quanto rappresenta una vera e propria campagna di sensibilizzazione su Internet a sostegno dei libri. Nasce da un’idea di Saro Trovato, mood maker di professione e presidente di Comunicazione Perbene, il primo movimento italiano di consumatori di media, con l’obiettivo di promuovere il piacere della lettura ad un pubblico di massa.

Obiettivo di Libreriamo e’ la costruzione di una vera e propria comunita’ culturale formata da amanti della lettura, al fine di creare una relazione diretta tra autori, case editrici, critici letterari e, soprattutto, i lettori. Si propone quindi come un vero e proprio movimento culturale che crede nel libro come strumento di crescita della cultura di una nazione.

“Libreriamo nasce dalla convinzione che i libri sono patrimonio dell’umanita’ e come tali vanno diffusi – afferma Saro Trovato, fondatore di Found!, la prima mood marketing communication agency italiana e presidente di Comunicazione Perbene–. Da ciO’ l’idea di sfruttare Internet per costruire una community in cui il mondo dell’industria culturale entri in relazione diretta con il pubblico dei lettori. Questi chiedono partecipazione e conoscenza e una testata che parla di libri in maniera semplice e diretta puO’ contribuire a far crescere l’attenzione nei confronti della lettura e dei libri.â€

La visione di Libreriamo sara’ il piu’ possibile internazionale. Proprio per questo focus importante della testata saranno i grandi eventi del libro internazionali e i best seller di successo planetario. Interviste ad autori, editori, critici, distributori di ogni parte del Globo diventeranno il principale oggetto di attenzione della testata. Largo spazio naturalmente anche alla realta’ italiana con il coinvolgimento diretto di tutti gli attori che ruotano intorno alla industria culturale, comprese la miriade di librerie disseminate nel Belpaese.

Libreriamo e’ un vero e proprio magazine online, aggiornato quotidianamente in sette sezioni. Ad interessare non e’ solo il mondo del libro su carta, ma, in linea con l’evoluzione tecnologica e nel rispetto di una diffusione ancora piu’ democratica, quello digitale degli e-book.

La sezione “Critichiamo†raccoglie le interviste ai piu’ importanti critici letterari, per capire il loro rapporto con i libri e “carpire†i segreti del loro mestiere, mentre in “Curiosiamo†sono riportate le ultime news e descritte le novita’ internazionali relative al mondo della lettura. All’interno di “Scriviamo†vengono pubblicate le interviste agli autori italiani e non del momento in uscita con le loro ultime opere librarie, e nella sezione “Pubblichiamo†vengono raccolte le interviste ai responsabili delle maggiori case editrice italiane. In “Diffondiamo†si possono trovare dati e novita’ riguardanti tutto ciO’ che riguarda la distribuzione e la lettura in Italia, con una forte attenzione all’online, mentre la sezione “Leggiamo†racchiude la classifica dei libri del momento e i consigli per la lettura di libri ed e-book. Infine, “Recensiamo†vengono raccolte le stesse recensioni realizzate dai lettori, parte attiva all’interno della redazione, che verranno poi pubblicate.

Libreriamo e’ anche sui social network, con una pagina interamente dedicata su Facebook, con centinaia di utenti che gia’ hanno inserito il loro ‘Mi piace’ e che possono seguire direttamente la testata sul loro profilo; su Twitter @libreriamo , con il quale tutti possono contribuire a dare voce alla lettura e alla diffusione dei libri.

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Premio Ferrari “Titolo e Copertina dell’Anno”

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Premio Ferrari "Titolo e Copertina dell'Anno"

di GIULIANA DE ANTONELLIS

Si è tenuta nel Salone d’Onore della Triennale di Milano, la quinta edizione del Premio Ferrari “Titolo e Copertina dell’Anno” che ha visto affermarsi Il Sole 24Ore per il miglior titolo e L’Espresso per la migliore copertina.

Avvenire, Il Gazzettino, La Repubblica, Il Sole 24 Ore e L’Unità: questi i cinque quotidiani che si sono contesi il prestigioso premio Ferrari “Il Titolo dell’Anno†per il 2011.
La testata vittoriosa è stata proclamata giovedì 15 marzo da parte di una qualificata giuria, alla cui presidenza vi era Camilla Lunelli, responsabile della comunicazione e dei rapporti esterni.
Tra i cinque titoli in gara :
“3,95 euro l’ora e la morte†(Avvenire);
“Il futuro ci sta lasciando senza parole†(Il Gazzettino);
“Merkozy†(La Repubblica);
“Fate presto†(Il Sole 24 Ore);
“Nipote di nessuno†(L’Unità).

La scelta è stata per l’articolo de Il Sole24ore: “Fate presto†per aver nel novembre 2011 capito e trasmesso un messaggio di “urgenza†per uscire da una grave situazione dell’Italia.
Cosi come fece Il Mattino di Napoli per il terremoto dell’Irpinia, cosi come Andy Warhol in suo quadro riprese lo stesso titolo per comunicare al mondo la drammaticità dell’evento naturale
Una scelta unanime e ancor oggi attuale,perché dalla crisi non ne siamo ancora fuori. Questa la motivazione della giuria: “Due parole a caratteri cubitali, riprese dal Mattino di Napoli all’indomani del terremoto dell’Irpinia, per fare capire la drammaticità della situazione nella quale, il 10 novembre 2011, versava l’Italia. Votato, per la prima volta, all’unanimità, è un titolo che è entrato nella storia e che è stato citato da molti dei grandi quotidiani del mondoâ€.

Quattro, invece, le testate della nomination per l’altro premio Ferrari “La Copertina dell’Annoâ€:
l’Espresso con “Re Giorgioâ€
Famiglia Cristiana con due copertine, “L’Italia sono anch’io†e “Aggrappati all’Italiaâ€
l’Internazionale con “La notte dell’euroâ€
Panorama con “La vergogna dei baby pensionatiâ€

Il premio è andato alla copertina de L’Espresso per aver individuato già nel luglio 2011 il personaggio chiave della vita politica italiana, il nostro amato Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, colui che ha traghettato l’Italia verso un governo tecnico che dovrebbe portarci in “acque calmeâ€. Questa la motivazione della giuria: “Una copertina profetica. Apparsa nel luglio 2011, quando nessuno immaginava la svolta Monti, dipingeva il ruolo di interprete della moral suasion che il presidente della Repubblica sembrava voler assumere e che poi, in effetti, assunseâ€.

Nel corso della serata, svoltasi alla Triennale di Milano e condotta da Camilla Raznovich, a premiare i vincitori, Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, e Bruno Manfellotto, direttore dell’Espresso, sono stati Camilla Lunelli, neo presidente del premio Ferrari, e Matteo Lunelli, presidente della casa trentina.

Il nuovo presidente ha poi annunciato che dal prossimo anno saranno coinvolte anche le testate internazionali con il Premio Ferrari “L’arte di vivere italianaâ€, che avranno espresso al meglio un’arte, in tutte le sue accezioni dalla cultura all’arte, dall’enogastronomia al turismo, dalle eccellenze tecniche alle eccellenze professionali, un insieme che ci accompagna nel mondo e della quale dobbiamo andarne fieri.

- Titoli e le copertine finaliste.
- Galleria fotografica della serata

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Il CV su SOUL diventa multimediale

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Il CV su SOUL diventa multimediale

SOUL, in collaborazione con il CASPUR, offre alla propria utenza la possibilità di creare, nel portale www.jobsoul.it, un Curriculum Vitae multimediale.

Se le parole non bastano per descrivere le proprie competenze, SOUL propone, agli oltre 71.000 utenti iscritti, la possibilità di inserire nel proprio curriculum uno o più link per integrare video, file audio, immagini e documenti pre-caricati su altri siti online.

Questo innovativo strumento tecnologico consente al candidato di valorizzare il proprio profilo inserendo una presentazione multimediale delle proprie caratteristiche personali. Inoltre, questi strumenti potranno essere utili, ad esempio, ai laureati nei profili artistici, musicali e creativi per presentare al meglio la propria candidatura e a tutti coloro che fino ad oggi hanno dovuto descrivere, solo con le parole, elementi importanti e a volte decisivi per la selezione.

Rendere il proprio Cv multimediale è facile ed intuitivo: entrando nella propria area personale si può modificare un curriculum preesistente o crearne uno nuovo ed avvalersi dei tre nuovi box (Audio, Video, Foto, Documenti) semplicemente cliccando sul tasto “Aggiungi†ed incollando nella sezione “Link†l’indirizzo web nel quale sono stati precedentemente caricati i file.

Per la ricerca di candidati il portale SOUL offre, alle oltre 4900 imprese iscritte (oltre allo strumento di valutazione automatica – indice di prossimità neurale – della congruenza tra offerte di lavoro e curricula dei candidati in grado non solo di leggere i campi chiusi di un CV ma anche le informazioni descritte nei campi a testo libero) un’opportunità in più per scegliere i profili più coerenti con le offerte di lavoro e tirocinio pubblicate nel sistema.

Inoltre, anche le aziende possono arricchire la propria “Presentazione†inserendo un video, precaricato nella piattaforma web di YouTube.

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Bere il territorio

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Bere il territorio

Torna Bere il territorio, il concorso letterario nazionale di Go Wine. E’ l’undicesima edizione ed il Bando viene promosso come sempre in occasione del periodo invernale.
Un’iniziativa culturale che si rinnova di anno in anno e che è rimasta sostanzialmente fedele all’idea che l’ha originata. Da alcune edizioni la partecipazione non è limitata solo ai più giovani: sono previste infatti due categorie all’interno della sezione generale ed una è estesa anche agli “over 30â€. Quindi l’invito a scrivere non prevede limiti di età e conduce ad una sorta di ideale confronto tra generazioni, unite dal piacere di scrivere e di raccontare il rapporto con il vino e con il mondo che lo circonda, con un particolare riferimento al tessuto sociale ed all’ambiente nel quale il vino viene prodotto.

L’attualità di Bere il territorio è strettamente legata alla principale finalità che l’associazione persegue: contribuire in modo concreto a far crescere la cultura del consumo dei vini di qualità, mirando ad un consumatore sempre più consapevole sia nelle scelte, sia nell’attribuire il giusto valore e significato ad una bottiglia di vino. Il titolo del Concorso – “Bere il Territorio†– è a suo modo una provocazione: “Bere il Territorio†per attribuire un valore aggiunto a ciascun vino di qualità, e apprezzare, attraverso il calice, la cultura e l’ambiente in cui quel vino si afferma. “Bere il Territorio†per rafforzare un concetto che è alla base dell’associazione Go Wine e della sua attività.
Storia, tradizioni, paesaggio e vicende culturali: sono diversi i fattori che distinguono il vino da una qualsiasi bevanda. “Bere il territorio†esprime un modo di guardare al consumo con un rinnovato gusto e con una maggiore consapevolezza che va trasmessa alle giovani generazioni.

Oltre alla sezione generale, sono previste due sezioni speciali: una è riservata agli studenti degli istituti alberghieri e degli istituti agrari italiani. I concorrenti sono invitati a trasformarsi in …giornalisti incontrando un produttore di vino per affrontare temi legati ai vini autoctoni.
Nell’altra sezione studenti degli Istituti di Istruzione Secondari della Provincia di Cuneo sono chiamati a redigere un elaborato sul tema: “Il territorio: un valore o uno slogan?â€

I premi: 800 euro ciascuno per i due vincitori della sezione generale; 600 euro per il premio speciale riservato agli Istituti Agrari e Alberghieri; 600 euro a ciascuno dei due vincitori della sezione riservata agli Istituti Secondari delle Provincia di Cuneo. I testi dovranno pervenire entro il 10 febbraio 2012 presso la sede nazionale di Go Wine in Alba, la cerimonia di premiazione è prevista sabato 10 marzo 2012.

La Giuria: Giorgio Barberi Squarotti (Università di Torino), Gianluigi Beccaria (Università di Torino), Valter Boggione (Università di Torino), Bruno Quaranta (La Stampa-Tuttolibri), Gigi Brozzoni (Direttore Seminario Veronelli), Massimo Corrado (Associazione Go Wine), Salvo Foti (Enologo).

Sostiene Bere il territorio la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, unitamente al
Comitato Sostenitore di aziende vinicole italiane composto da: Aglianica Associazione culturale – Rionero in Vùlture (Pz); Antica Distilleria Sibona – Piobesi d’Alba (Cn); Cantine Astroni – Napoli, Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave – Soave (Vr); Emo Capodilista – La Montecchia – Selvazzano Dentro (Pd); Gostolai di Arcadu Giov. Antonio – Oliena (Nu); Vini dei Giop – Villa di Tirano (So); Le Barbaterre – Quattro Castella (Re); Montalbera Terra del Ruchè – Castagnole Monferrato (At); Myò Vigneti di Spessa – Cividale del Friuli (Ud); Planeta – Menfi (Ag); Vercesi Marco – Montù Beccaria (Pv); Vietti – Castiglione Falletto (Cn); Ciccio Zaccagnini – Bolognano (Pe).

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“Bere il terrITOrioâ€
Le generazioni attorno al vino

1. La undicesima edizione del concorso letterario “Bere il Territorio†è promossa dalla Associazione Go Wine.
I partecipanti dovranno redigere un testo in forma libera che racconti il loro rapporto con il vino e quanto ad esso inerente, con particolare riferimento alla cultura, alla società ed all’ambiente che caratterizzano l’universo del vino. Sono previste due categorie:
a) per i giovani dai 18 ai 30 anni;
b) per tutti i soggetti di età superiore ai 30 anni.

2. Ogni concorrente o gruppo potrà partecipare con un solo elaborato inedito, in lingua italiana, della lunghezza minima di due cartelle (3600 battute) e massima di 5 cartelle (9000 battute), redatto anche su supporto magnetico.

3. È inoltre istituita, a latere del concorso generale, una sezione speciale riservata agli studenti degli istituti agrari italiani (di età compresa tra i 14 ed i 20 anni) ed agli studenti degli istituti alberghieri italiani (di età compresa tra i 14 ed i 19 anni).
Gli studenti dovranno tenere conto delle conoscenze acquisite durante il corso di studio e trattare il tema dei vitigni e dei vini della zona di provenienza o di altre zone di cui si sono occupati in maniera specifica, con particolare attenzione a quelli autoctoni.
L’elaborato dovrà essere redatto in forma di intervista, ovvero i partecipanti dovranno trasformarsi idealmente in giornalisti e trattare il tema approfondendo la conoscenza con un produttore di vino e facendo emergere dalla conversazione le tematiche proprie del Bando.
Potranno partecipare al concorso singoli studenti oppure piccoli gruppi non superiori a 5 persone. Gli elaborati dovranno avere la medesima lunghezza di cui all’art. 2.

4). Ogni testo dovrà contenere, in calce, le generalità del concorrente: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono ed eventualmente il riferimento dell’Istituto di appartenenza (vd. articolo 3).

5). Gli elaborati dovranno pervenire, in tre copie dattiloscritte, entro il 10 febbraio 2012, tramite posta, al seguente indirizzo:

Concorso “Bere il territorio†– Go Wine
Via Vida, 6 – 12051 Alba (CN).

6). Gli elaborati saranno sottoposti al vaglio della giuria composta da Giorgio Bàrberi Squarotti (Università di Torino), Gianluigi Beccaria (Università di Torino), Valter Boggione (Università di Torino), Bruno Quaranta (La Stampa-Tuttolibri), Gigi Brozzoni (Direttore Seminario Veronelli), Massimo Corrado (Associazione Go Wine), Salvo Foti (Enologo).

7). Saranno selezionati dalla sezione generale i DUE MIGLIORI TESTI, uno per ciascuna categoria: gli autori riceveranno un premio in denaro di Euro 800,00.

7a) Sarà selezionato dalla sezione speciale riservata agli istituti agrari e alberghieri il MIGLIORE TESTO: il vincitore (o il gruppo) della sezione speciale riceverà un premio di Euro 600,00.

8) È inoltre istituita una sezione riservata agli studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria della Provincia di Cuneo. Il tema proposto varia di anno in anno. Per questa edizione dovranno redigere un elaborato sul tema: “Il territorio: un valore o uno slogan?â€.
L’elaborato potrà avere forma di saggio breve, di racconto o di poesia. Verranno selezionati dalla Giuria i due migliori testi: gli autori riceveranno un premio di 600,00 euro ciascuno.

9). I testi rimarranno a disposizione dell’organizzazione del concorso e non verranno restituiti. I concorrenti, accettando senza condizione il presente regolamento, concedono, sin d’ora e senza nulla pretendere, i diritti di pubblicazione a Go Wine.

10). I vincitori, che saranno avvertiti tramite raccomandata, saranno premiati durante la cerimonia che si terrà ad Alba sabato 10 marzo 2012.

11). I giudizi della giuria, che selezionerà le opere, sono insindacabili.

12). Per quanto non previsto dal presente regolamento, le decisioni spettano autonomamente alla segreteria del concorso.

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