L’aeroporto di Pisa cambia veste: arriva Babb

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L’aeroporto di Pisa cambia veste: arriva Babb

Inaugurate le grandi installazioni di Babb (Giorgio Dal Canto) che hanno “invaso†l’aeroporto Internazionale Galileo Galilei di Pisa: per i prossimi 2 anni lo scalo porterà il segno inconfondibile dell’artista pontederese

Inaugurate nella mattinata di giovedì 9 maggio le installazioni che hanno letteralmente “impacchettato†l’Aeroporto Internazionale Galileo Galilei di Pisa. L’artista pontederese Babb (al secolo Giorgio Dal Canto) ha realizzato una delle più particolari e suggestive installazioni nella storia del grande Aeroporto Toscano: imponente la rete lunga oltre 100 metri e alta circa 2 metri e mezzo lungo la viabilità esterna; di particolare impatto scenico anche la copertura dello scalo merci, che ha ricoperto un’area di oltre 700 metri quadrati; mentre all’interno dell’Aeroporto è visibile la Vespa Piaggio che la storica casa motociclistica ha commissionato a Babb e che verrà poi esposta in pianta stabile al Museo Piaggio di Pontedera. Durante la vernice, sono stati presentati inoltre due libri dedicati al lavoro di Babb: “Armonici Conflitti†sull’ultimo periodo di produzione artistica e “La Bugia – Anche gli elefanti hanno il naso lungoâ€, che racconterà il percorso partito con l’esposizione dedicata a Babb presso il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2011.

“La Bugia. Anche gli elefanti hanno il naso lungoâ€, questo è il nome della grande opera di Babb appena inaugurata, tratta il tema cardine del lavoro dall’artista: Pinocchio, il burattino più famoso del mondo. L’evento, che arriva dopo la fortunata presenza di Babb alla Biennale di Venezia del 2011 e dopo la mostra personale tenuta a Pontedera, conclusa con grande successo pochi mesi fa, vede il sostegno di Belvedere Spa e della Banca Popolare di Lajatico. L’iniziativa è stata ideata da Alberto Bartalini, architetto noto per il suo approccio non convenzionale al mondo dell’arte contemporanea che ha curato la regia del percorso di Babb negli ultimi anni.

Gina Giani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di SAT S.p.A., società  che gestisce l’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, ha detto: «Siamo sempre lieti di ospitare e promuovere le iniziative volte alla valorizzazione dei talenti del nostro territorio. L’aeroporto di Pisa, come porta d’accesso e vetrina internazionale della Toscana nel mondo, rappresenta il luogo ideale nel quale accogliere artisti toscani così prestigiosi».

Dal Canto nasce nel 1934 a Pontedera, dove ancora adesso vive e lavora. Inizia a dipingere tardi, all’età di quarant’anni, ma incontra fin dai primi lavori un grande successo di pubblico e critica, stringendo da subito una forte collaborazione con il critico Ilario Luperini, suo curatore storico. Le incisioni e la grafica sono le sue prime passioni. Dopodiché si concentra sulla pittura a olio e partecipa a decine di mostre, ritagliandosi un posto di rilievo nel panorama artistico toscano. Diventa illustratore per Il Tirreno e collabora con altre numerose riviste e manifestazioni. Riconosciuto a livello nazionale come grande talento sotto il profilo tecnico, è attraverso la sua vena satirica che Babb raggiunge la notorietà: dipinge il potere mettendolo a nudo, le contraddizioni della società, la solitudine delle persone. Questo percorso lo porta a interpretare l’emblema italiano per eccellenza di questi comportamenti: Pinocchio. La sua produzione si concentra sul burattino più famoso del mondo, attraverso il quale Babb traccia un disegno dell’Italia di oggi. Questo suo lavoro diventa molto noto, tanto da meritare un’intera sezione del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2011 per le celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia: presso l’Arsenale Novissimo di Venezia, una grande installazione dei Pinocchio di Babb, in collaborazione con Renato Meneghetti e Stefano Stacchini, sotto la regia di Alberto Bartalini.

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ArtVerona si rinnova, a partire da un’azione di rebranding

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ArtVerona si rinnova, a partire da un'azione di rebranding

All’insegna del rinnovamento la nona edizione di ArtVerona che, dopo l’annuncio di Andrea Bruciati quale consulente artistico della manifestazione a fianco di Massimo Simonetti, presenta oggi la nuova immagine di campagna.

ArtVerona intende sempre più specializzarsi quale piattaforma dinamica per il sistema italiano dell’arte, laboratorio attivo rivolto all’arte di domani.

 

Dall’evoluzione di format innovativi quali On Stagee Independents, tesi alla realizzazione di un network incubatore delle istanze più intrinseche del contemporaneo, che da quest’anno si apriranno anche a progetti al di fuori del nostro Paese, all’azione di rebranding della manifestazione stessa, che, nel ridefinire il proprio concept, propone oggi il ricorso a un nuovo immaginario, a partire dalla creatività della campagna e del sito:

 

 

 

“Nel segno di una rivoluzione di contenuti ancora in fieri – dichiara Andrea Bruciati - era importante esternare il cambiamento anche attraverso una grafica più attuale e puntuale. Un orientamento, quello intrapreso da ArtVerona, che ben risponde alle logiche di innovazione, progettualità e ricerca che hanno contraddistinto alcune iniziative di successo degli ultimi anni. Sono convinto che lo sviluppo di una fiera debba partire da un’identità specifica che ne definisca programmi e obiettivi: una fiera con un progetto fortemente connotato, che sappia investire sulle potenzialità uniche del suo contesto, può rendersi riconoscibile e forte rispetto alle tante nel panorama internazionaleâ€.

E tale evoluzione non poteva non passare anche dal linguaggio utilizzato, da un restyling della manifestazione che non fosse coerente con la nuova strategia della fiera e che di volta in volta verrà declinato in funzione dei cambiamenti in atto. Tra questi, Raw Zone, una sorta di area cruda, essenziale nella confezione, inedita nei contenuti, espressamente dedicata alla ricerca e aperta al mercato, dove il vero protagonista è il messaggio; dove l’opera e l’indirizzo programmatico degli espositori saranno presentati senza infingimenti di sorta, in qualità di vettorialità culturali tout court.

 

Con queste e altre iniziative in fase di definizione, ArtVerona delinea una precisa identità autoriale, che punta su progetti di ricerca, che per il loro stesso indirizzo portano con sé un carattere di rifondazione auspicabile e non secondario per la manifestazione stessa e per il panorama dell’arte italiano.

A partire dal ‘linguaggio’, già di per sé portatore di contenuto.

 

Verona, 29 aprile 2013

 

ArtVerona | Art Project Fair

10 > 14 ottobre 2013

www.artverona.it

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Kernel Nights

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Kernel Nights

Con la nuova edizione del prestigioso Festival di arti digitali ormai alle porte, Kernel riapre i battenti e lo fa nella settimana più movimentata e ricca di iniziative dell’anno, utilizzando come palcoscenico una delle sue location più eclettiche e note, la Fabbrica del Vapore.

Kernel Festival, giunto quest’anno alla terza edizione, è la manifestazione internazionale promossa e ideata da AreaOdeon che da tre anni nei primi giorni di luglio anima la settecentesca Villa Tittoni Traversi a Desio, suggestiva location nel cuore della Brianza, trasformandola nella scenografia naturale delle proiezioni di 3D mapping e delle installazioni interattive e digitali di artisti e live music performers provenienti da tutto il mondo. Sono infatti più di 150 gli artisti che da 38 paesi differenti hanno già inviato ad oggi le loro proposte per partecipare alla terza edizione tramite il bando di selezione internazionale.

Ma Kernel non è semplicemente un Festival, è una piattaforma di sperimentazione di linguaggi espressivi dell’arte contemporanea legati alle nuove tecnologie che, attraverso una serie di iniziative durante l’arco dell’intero anno, offre occasioni di incontro, scambio, visibilità e collaborazione tra artisti emergenti e nomi pienamente affermati.

Kernel Festival è l’essenza di tutte le attività e i progetti che AreaOdeon porta avanti da anni. Tra le molteplici iniziative, le Kernel Nights ospitano artisti internazionali con installazioni visive e sonore in cui l’interazione dei partecipanti permette al pubblico di toccare con mano le più innovative tecnologie e fare nuove esperienze sensoriali.

Così, durante la settimana del Fuorisalone, dal 9 al 14 aprile 2013, il nucleo operativo del Kernel e AreaOdeon, in collaborazione con FDVLab e Shining Production, farà base alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4, poliedrico laboratorio di idee e di esperienze creative, perfetto teatro per le Kernel Nights, con un programma intenso e ricco di eventi: pop-up 3D mapping, video istallazioni interattive, performance e DJ set e Live set di artisti del Kernel Festival, e uno spazio dedicato a Oscilla (http://vimeo.com/60584199), l’installazione progettata da Andrea Santini con la quale il pubblico potrà essere protagonista di una esperienza sonora interattiva collettiva, utilizzando il proprio corpo come strumento all’interno di un ambiente videoproiettato. Inspirata agli ‘oscilla’, piccoli oggetti votivi che nella tradizione latina venivano appesi e lasciati oscillare al vento nei rituali pagani, Oscilla è un’esplorazione delle radici oscillatorie del suono, della sua visualizzazione (ispirata al Vittoriano ‘Harmonograph’), dei fondamenti della musica e, in ultima analisi, delle relazione armoniche nei rapporti di gruppo. Oscilla è uno strumento “scalabile†in quanto l’area della superficie “attiva†può variare da versione da tavolo, che consente agli utenti di interagire muovendo piccoli oggetti nello spazio, fino a diventare un luogo fisico, una stanza, un palcoscenico, in cui gli utenti interagiscono fisicamente spostandosi all’interno del suo perimetro. La posizione e il movimento di ogni partecipante o di un oggetto lungo la superficie “attivaâ€, controlla la generazione dei suoni di Oscilla. I segnali, spazialmente distribuiti tra un numero variabile di diffusori nello spazio prescelto, sono inoltre analizzati e il loro rapporto genera immagini video in base alla frequenza, fase e ampiezza.
Gli utenti possono così creare collettivamente accordi e armonie cangianti, esplorare intervalli musicali e componenti armoniche del suono, variazioni microtonali e battimenti, generando al tempo stesso ‘quadri sonori’ che riflettono i rapporti tra i suoni e la prossimità degli utenti del gruppo.

Ma non finisce qui: la declinazione naturale di Kernel è il video mapping, e allora da martedì 9 a domenica 14 alla Fabbrica del Vapore si esibiscono visual artists e live-performers del Kernel Festival e di AreaOdeon con il Pop Up-Mapping. AreaOdeon infatti mette a disposizione dei suoi artisti la struttura modulare che sviluppa soluzioni scenografiche innovative adattabili a differenti spazi per la proiezione in 3D, creando nuovi ambienti all’interno degli spazi della Fabbrica del Vapore. La scenografia modulare componibile Pop Up – Mapping attiva una profonda interazione con il pubblico attraverso spettacolari esperienze che modificano la percezione dello spazio fisico definendo nuovi paesaggi emozionali.

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Bolgheri Art

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Bolgheri Art

Un micro cantiere di idee, una factory della creatività, Bolgheri Art non è una galleria, quello che ci interessa non è la finzione dell’arte contemporanea di oggi, ma una sperimentazione vera contaminata dal luogo dove nasce, con ambizioni internazionali.

Stefano Tonelli, artista noto a livello nazionale, commenta così “Bolgheri Artâ€, uno spazio di sperimentazione e ricerca artistica innovativo e originale, che dal centro di Bolgheri darà vita a iniziative da proiettare in tutto il mondo.

La prima esposizione ha aperto sabato 23 marzo, mostrando i lavori di Tonelli sul tema della luce, concetto sul quale l’artista ha fortemente incentrato il suo lavoro fin dall’età di 16 anni.

Ho scelto di aprire Bolgheri Art con Campo alla Sughera perché voglio che i profumi e il sapore di questa terra accompagnino la mia esposizione – aggiunge Tonelli – il loro vino è espressione dell’eccellenza bolgherese, quella che ha incantato poeti e letterati: non posso prescindere da questo per offrire una visione completa del mio progetto di cantiere di idee.

Campo alla Sughera, proprietà dalla famiglia Knauf, nasce nel 1998 e ha sede a Bolgheri, paese simbolo dell’eccellenza vinicola italiana. Fin dai primi anni di vita si è contraddistinta non solo per la qualità dei vini, ma anche per l’innovazione tecnologica e l’assoluto rispetto ambientale. Circa 100.000 le bottiglie prodotte ogni anno con 5 diverse etichette: i rossi Campo alla Sughera, Arnione e Adèo e i bianchi Achenio e Arioso. Siamo attratti dall’eccellenza in tutte le sue forme – dice il responsabile di Campo alla Sughera Felice Tirabasso – oltre al vino promuoviamo l’espressione di questo meraviglioso territorio. Bolgheri è un punto di riferimento culturale a livello internazionale, per questo l’iniziativa di Tonelli è particolarmente importante.

Tonelli è nato nel 1957 a Montescudaio, dove tuttora vive e lavora. Fin da subito si caratterizza per il suo approccio poliedrico all’arte: concepisce infatti libri, video, installazioni. Il suo approccio nell’affrontare il tema della luce lo proietta sul panorama nazionale come uno degli artisti contemporanei più poetici. Allo stesso tempo continua la sua ricerca, e lo fa attraverso la contaminazione con le più svariate discipline:

Appuntamento imperdibile dunque quello di sabato 23 marzo alle 17 nella Piazza centrale di Bolgheri. La mostra rimarrà aperta per circa tre mesi, dopodiché lo spazio ospiterà altri progetti con eccezionali collaborazioni.

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Caravaggio a Legoli fino al 21 ottobre

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Caravaggio a Legoli fino al 21 ottobre

Avvio d’eccezione per l’esposizione di “Il sacrificio di Isacco (a lume di notte)†di Caravaggio, inaugurata nella chiesa dei Santi Bartolomeo e Giusto di Legoli, piccolo borgo medievale del comune di Peccioli (Pisa). Il capolavoro di Michelangelo Merisi sarà visibile tutti i giorni fino al 21 ottobre.

Peccioli. 21 settembre 2012. Inaugurazione con tutti i caratteri dell’eccezionalità quella avvenuta ieri (giovedì 20 settembre) a Legoli, piccolo borgo medievale del Comune di Peccioli. Non solo per la partecipazione di pubblico straordinaria, ma per tutti gli eventi correlati che hanno animato il Paese per l’intera serata. Il progetto, sotto la regia di Alberto Bartalini e la curatela generale di Ilario Luperini, è stato promosso dalla Fondazione Peccioli per l’Arte, unitamente al Comune di Peccioli e alla Belvedere Spa.

Il capolavoro di Caravaggio, presentato presso la Chiesa dei Santi Bartolomeo e Giusto di Legoli e che sarà visibile fino al 21 ottobre, è stato introdotto dal curatore scientifico della mostra Luigi Carofano. La presentazione è stata poi completata dagli studiosi caravaggeschi Alberto Cottino e Federica Gasparrini.

“Il Sacrificio di Isacco (a lume di notte)â€, proveniente da una raccolta di Napoli, passò per una vendita di Christie’s a Roma il 13 aprile 1989 quale “copia di Caravaggioâ€. Le pessime condizioni della tela, a causa delle vernici ossidate, impedivano uno studio accurato. Fu Maurizio Marini, a seguito di dettagliate indagini a raggi x e dopo una prima pulitura del quadro, a scoprire che il dipinto era un capolavoro di Michelangelo Merisi. Questa tesi venne poi sostenuta da molti dei più autorevoli studiosi di Caravaggio. L’opera attualmente fa parte di una collezione Cremonini, ed è già stata esposta in importanti mostre, tra le quali va ricordata quella trapanese, curata proprio da Sir Denis Mahon, Caravaggio. L’immagine del divino (Museo Regionale di Palazzo Pepoli, 2008). Successivamente è stata esposta a Varese (Musei Civici di Villa Mirabello, 2008), a Malta (Galleria Archeologica Nazionale, 2009) a Castelvetro (Oratorio di Sant’Antonio da Padova, 2009) e a S. Maria Tiberina (Museo Civico del Castello Bourbon del Monte, 2010).

Dopo l’esposizione del capolavoro di Michelangelo Merisi, sono state inaugurate le mostre personali (dedicate a Caravaggio) di Stefano Stacchini e Renato Frosali, entrambi artisti esposti al Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2011. “Affogati alla frutta†il titolo dell’esposizione di Stacchini presso la struttura dei “Lavatoi Pubblici†di Legoli “Caravaggio Sottointonaco†quella di Frosali presso “La Fattoriaâ€, altro edificio appena recuperato e messo a disposizione del Paese. Entrambe le mostre saranno visibili fino al 21 ottobre.

Sempre nella serata di ieri, presso l’anfiteatro di Legoli, la compagnia teatrale Malatheatre ha messo in scena i tableaux vivant delle più importanti opere di Caravaggio. L’enorme afflusso di pubblico ha “costretto†la compagnia diretta da Ludovia Rampelli a ripetere per ben tre volte lo spettacolo.

Tutte queste iniziative si inseriscono in un progetto più ampio, volto alla promozione di un territorio ricco di bellezze e particolarità: Legoli, infatti, è un borgo medievale straordinario, immerso nella campagna toscana. Dalla chiesa dei Santi Bartolomeo e Giusto si possono ammirare le colline toscane del circondario, dove altri borghi come Toiano e Ghizzano si conservano intatti. Inoltre, a due passi dal luogo dell’esposizione, si può trovare la meravigliosa cappella di Santa Caterina con gli affreschi di Benozzo Gozzoli.

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Incontrarsi per dirsi noi

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Incontrarsi per dirsi noi

A Francavilla al Mare inizia un percorso artistico che porterà alla realizzazione di un’opera unica nel suo genere, promosso dal Centro culturale di arti visive “Kaleidosâ€, da Sfera design ed Eventoinpiù con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune.

Sabato 6 ottobre, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, negli spazi del MUMI-Museo Michetti, durante l’ottava Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani), si svolgerà un happening-performance durante il quale un gruppo di persone comuni, composto prevalentemente dai ragazzi dell’Istituto di istruzione superiore “Umberto Pomilio†di Chieti diretto da Anna Maria Giusti, e dai cittadini di Francavilla al Mare, darà vita ad un’opera d’arte collettiva. A guidare questa esperienza pittorica, denominata “Incontrarsi per dirsi noiâ€, sarà la pittrice pescarese Anna Seccia, in attività sin dagli anni’60, da sempre impegnata nell’ambito dell’arte relazionale. L’evento sarà curato del critico d’arte Massimo Pasqualone.

L’opera realizzata, che verrà presentata all’Artefiera di Padova, dal 9 al 12 novembre, avrà le dimensioni di metri due per due e si intitolerà Sinergie di fragmenta 100+1, cento, infatti, saranno le parti in cui sarà divisa (100 moduli 20 x 20 cm), che diventeranno, dopo la rielaborazione dell’artista, quadri del tutto autonomi pur facenti parte dell’opera originale primaria.

Il progetto artistico potrà dirsi concluso quando i singoli moduli saranno acquistati, ad un prezzo simbolico, da collezionisti e non, così da creare una “rete†di proprietari della stessa opera: un’operazione artistica mai tentata prima.

Il ricavato della vendita dei 100 moduli che comporranno Sinergie di fragmenta 100+1 andrà a finanziare microprogetti di creatività nelle zone terremotate dell’Emilia Romagna. Le mini opere, inoltre, saranno numerate, certificate e firmate dall’artista, potranno essere prenotate e acquistate, prima e dopo la presentazione, anche on-line, scrivendo all’indirizzo e-mail info@artekaleidos.it, cell. 3387518834

Durante la creazione dell’opera Anna Seccia coinvolgerà i cinque sensi degli studenti del Pomilio di Chieti, aiutandoli a liberare la loro creatività, per poi tirare fuori l’anima dei segni, attraverso la sua rielaborazione. In questo suo fare arte la pittrice fissa gli spazi e i tempi dell’azione creativa, l’opera è per lei un’operazione relazionale di pittura connettiva, un momento comunitario importantissimo. Attraverso la metodica dell’happening, che si focalizza, più che sull’opera, sul processo creativo, si raggiunge un genere singolare di manifestazione artistica.

<<Da venti anni Anna Seccia crede fermamente in un sogno che si avvera anno dopo anno. Questo sogno si chiama arte relazionale, arte connettiva>>, scrive il critico Massimo Pasqualone, <<si tratta di un’arte che attiva processi di conoscenza e di dialogo per significare quanto l’arte sia portatrice di valori “altriâ€, per la ricerca dell’armonia e della verità che sconfina nella bellezza profonda della condivisione. Nelle proposte della Seccia i partecipanti-artisti-estroiettatori seguono un percorso costituito da diverse fasi, attraverso tecniche di global art che portano a vedere e a percepire la realtà attraverso l’arte del sé individuale e collettivo, con il segno e il colore, per creare immagini che promuovono l’integrazione tra la dimensione sensoriale–corporea dell’esperienza e quella mentale>>.

Tutta l’operazione artistica sarà filmata. Nella stessa giornata, all’interno dello spazio di Sfera design di Pescara, verrà presentata un’altra opera “collaborativaâ€, realizzata dall’artista nel 2011, sempre in occasione della Giornata del contemporaneo, promossa da AMACI.

note biografiche

La stanza del colore legato alla pratica relazionale a partire da una concezione dell’arte come attivazione di processi. Ha svolto una intensa attività espositiva fin dagli anni 60 e la sua pittura è stata considerata nel secondo tomo di Generazione anni Quaranta, vol.6° della Storia dell’Arte Italiana del ‘900 di Giorgio Di Genova. Recentemente è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia,Pad. Italia/Abruzzo,curata da Vittorio Sgarbi, con una singolare opera in progress.

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POPism

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POPism

L’arte in Italia dalla teoria dei mass media ai social network

a cura di Luca Beatrice

/63° edizione del Premio Michetti

Fondazione Michetti Palazzo S. Domenico – Francavilla al mare – Chieti

Dal 21 luglio al 31 agosto 2012

Inaugurazione sabato 21 luglio ore 19.00

La 63° edizione del Premio Michetti, curata da Luca Beatrice, aprirà il 21 luglio 2012 a Francavilla al Mare (CH) con la mostra Popism. L’arte in Italia dalla teoria dei mass media ai social network. Esposte le opere di alcuni interpreti della Pop Art italiana insieme a giovani artisti che per il loro linguaggio, i temi che affrontano e le loro scelte poetiche offrono una interessante visione della sua evoluzione dopo oltre cinquant’anni dalla nascita.

 

Unica corrente artistica, insieme al Surrealismo, a essere ancora viva e in continua trasformazione, la Pop Art non ha mai smesso di essere sfruttata e apprezzata da artisti e pubblico.

In un mondo dove spesso l’arte contemporanea assume contorni intellettualistici e viene associata a un atteggiamento elitario, i colori vivaci, i temi popolari e la riconoscibilità degli oggetti rappresentati offrono a chi realizza le opere, e a chi le guarda, la possibilità di godere dell’arte come di una forma di intrattenimento.
La Pop Art colora con tinte forti la realtà per raccontarla divertendo: questo fa l’arte contemporanea quando non si prende troppo sul serio.

 

La Pop quindi non è semplicemente arte ma un modo di vedere e descrivere la realtà, anche di viverla. Specchio della società consumistica e del tempo in cui viene realizzata, resta la stessa cambiando in continuazione, e, forse, è proprio questa la ragione del suo successo. Così oggi le icone rappresentate, gli oggetti che ne diventano protagonisti, non sono più Marilyn Monroe o la zuppa Campbell ma Kate Moss e l’Iphone. Sempre comunque “oggetti†di consumo elevati a protagonisti di dipinti o sculture, soggetti sempre riconoscibili in modo che tutti abbiano i mezzi per identificare quello che vedono e, se vogliono, per giudicarlo nel bene o nel male con disincantata ironia.

 

La Pop Art “storica†nasce in Inghilterra a metà degli anni cinquanta dall’incontro tra arte e cultura dei mass-media. Il suo scopo è quello di documentare senza alcuna finalità dissacratoria o di denuncia la cultura popolare americana (da qui il nome, nel quale pop è il diminutivo di “popolareâ€), trasformando in icone le immagini più note o simboliche tra quelle proposte dai mass-media.

Da sempre i mezzi di comunicazione (televisione, pubblicità, giornali) sono stati, infatti, fondamentali nella diffusione della cultura occidentale, sia nei suoi aspetti positivi legati al benessere che in quelli più ambigui, come l’eccesso di consumismo.

 

Oggi ai media tradizionali si sono aggiunti, ottenendo una popolarità sempre crescente tanto da metterli in ombra, il web e in particolare i social network che ne riprendono le finalità di comunicazione diffondendo informazioni, volti, musica, film. La loro profonda innovazione sta però soprattutto nel rendere protagonista quello che prima era il destinatario finale, e impotente, del messaggio.

Grazie a queste nuove realtà, facebook, twitter, pinterest, g+, youtube, vimeo… siamo tutti “popolariâ€, siamo tutti online, siamo tutti protagonisti, giochiamo a fare gli artisti.

 

E i veri artisti che dicono? Come si rapportano con questa realtà? Ha ancora senso rappresentarla in modo fine a se stesso?

 

  

Artisti in mostra

 

Valerio Adami (Bologna, 1935), Massimiliano Alioto (Brindisi, 1972), Dario Arcidiacono (Catania, 1967), Gabriele Arruzzo (Roma, 1976), Cornelia Badelita (Radauti, Romania, 1982), Alessandro Baronciani (Pesaro, 1974), Cesare Berlingeri (Cittanova, Reggio Calabria, 1948), Davide Bertocchi (Modena, 1969) in collaborazione con Samon Takahashi, Bertozzi & Casoni (Gianpaolo Bertozzi, Borgo Tossignano, Bo, 1957 / Stefano Del Monte Casoni, Lugo di Romagna, Ra, 1961), Nicola Bolla (Saluzzo, Cuneo 1963), David Bowes (Boston, USA, 1957), Bo130 (Milano, 1971), Tommaso Cascella (Roma, 1951), Guglielmo Castelli (Torino, 1987), Umberto Chiodi (Bentivoglio, Bologna, 1981), Marco Cingolani (Como, 1961), Stefano Cumia (Palermo, 1980), Vanni Cuoghi (Genova, 1966), Aldo Damioli (Milano, 1952), Francesco De Molfetta (Milano, 1979), Enrico T. De Paris (Mel, Belluno, 1960), Alessandro Di Carlo (Pescara, 1974), Fulvio Di Piazza (Siracusa, 1969), Matteo Fato (Pescara, 1979), Enzo Fiore (Milano, 1968), Daniele Galliano (Pinerolo, Torino, 1961), Galo, Anna Galtarossa (Bussolengo, Verona, 1975), Enrico Ghinato (Lendinara, Rovigo, 1955), Laura Giardino (Milano, 1976), Piero Gilardi (Torino, 1942), Fausto Gilberti (Brescia, 1970), Chris Gilmour (Stockport, Regno Unito, 1973), Alessandro Gioiello (Savigliano, Cuneo, 1982), Robert Gligorov (Kriva Palanka, Macedonia, 1960), Daniel Gonzalez (Buenos Aires, Argentina, 1963), Massimo Kaufmann (Milano, 1963), Thorsten Kirchhoff (Copenaghen, Danimarca, 1960), Mark Kostabi (Los Angeles, USA, 1960), Ali Hassoun (Sidone, Libano, 1964), Debora Hirsch (San Paolo, Brasile, 1967), Marco Lodola (Dorno, Pavia, 1955), Nicola Maria Martino (Lesina, Foggia, 1946), Gian Marco Montesano (Torino, 1949), Microbo (Catania, 1970), Elena Monzo (Orzinuovi, Brescia, 1981), Ugo Nespolo (Mosso, 1941), Ozmo (Pontedera, Pisa, 1975), Gianfranco Notargiacomo (Roma, 1945), Laurina Paperina (Rovereto, 1980), Sergio Pappalettera (Milano, 1961), Leonardo Pivi (Cesena, 1965), Michael Rotondi (Bari, 1977), Salvo (Leonforte, Enna, 1947), Maurizio Savini (Roma, 1962), Tino Stefanoni (Lecco, 1937), Marco Tamburro (Perugia, 1974), The Bounty Killart (Jacopo Marchioretto, Torino, 1981 / Rocco D’Emilio, Torino, 1981 / Dionigi Biolatti, Savigliano (CN), 1981), Giuseppe Veneziano (Mazzarino, Caltanisetta, 1971), Simone Zaccagnini (Pescara, 1982), Corrado Zeni (Genova, 1967)

 


La mostra

 

Titolo                                      POPism
L’arte in Italia dalla teoria dei mass media ai social network

A cura di                                 Luca Beatrice

Dove                                         Fondazione Michetti

Palazzo S. Domenico – Francavilla al Mare – Chieti

Quando                                    Dal 21 luglio al 31 agosto 2012

Inaugurazione                      Sabato 21 luglio 2012 ore 19.00

Orario                                       dal martedì alla domenica | dalle 18 alle 23 | chiuso il lunedì

 

Biglietto                                   ingresso gratuito

Catalogo                                  Vallecchi

 

Informazioni                       Fondazione Michetti

per il pubblico                     www.fondazionemichetti.it

fondazionemichetti@tiscalinet.it

Tel 085 4912347

 

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Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art

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Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art

29 giugno 2012 – 04 novembre 2012
a cura di Maurizio Vanni

«Posso fare qualunque cosa. Se lo vedo nella mia mente riesco a ricrearlo. Amo il fatto che sia teatrale e collaborativo».
David LaChapelle

«L’uomo ricorre alla vanità per mascherare le proprie insicurezze, per combattere un’inadeguatezza esistenziale, per farsi notare e per farsi accettare dalla società».
Maurizio Vanni

Una grande mostra dedicata a uno degli artisti della fotografia più importanti a livello internazionale, David LaChapelle, divenuto leggendario per la sua stravaganza e la sua originalità, sarà esposta al Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art dal 29 giugno al 4 novembre 2012.

La mostra a cura di Maurizio Vanni, è prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art. Il nuovo museo, all’interno dello storico Palazzo Boccella nel cuore della città di Lucca, si è da tre anni affacciato al mondo dell’arte moderna e contemporanea in modo intraprendente e sensibile, lungimirante nella presentazione dei propri eventi, rivelatrici di conoscenze e memorie come le mostre Jean Dubuffet e l’Italia, State of Mind: Minimal Art/Panza Collection e Carte rivelatrici. I tesori nascosti della Collezione Peggy Guggenheim da poco conclusasi con grande successo. La sua attenzione è rivolta anche alle nuove forme di comunicazione artistica, in particolare alla fotografia cui dedica ogni anno un evento. Fino ad ora sono state presentate al pubblico le mostre su Man Ray, Steve McCurry e Michel Comte. Quest’estate il Lu.C.C.A. presenterà la prima tappa del tour italiano dedicato a David LaChapelle, che sarà l’evento clou della stagione.

Riuniti 53 scatti del geniale fotografo, che racconteranno il percorso antologico della sua produzione attraverso 10 serie quali: Star System, Deluge (Awakened), Earth Laughs in Flowers, After the Pop, Destruction and Disaster, Excess, Plastic People, Dream evokes Surrealism, Art References e Negative Currency.

David LaCapelle è nato a Fairfield l’11 marzo 1963, ed è attivo nei campi della moda e della fotografia. Noto per il suo surrealismo, è considerato uno dei fotografi più intuitivi di tutti i tempi.
La sua carriera da professionista è iniziata negli anni Ottanta collaborando con alcune gallerie: la sua prima mostra si è tenuta nel 1984 alla Galleria 303 di New York. Poco dopo, David LaChapelle ha accettato di collaborare con la rivista “Interviewâ€, magazine fondato da Andy Warhol.
Così la prima opportunità di David LaChapelle è arrivata da un grande artista e scopritore di talenti che gli ha aperto la porta principale di un nuovo universo tutto da scoprire: l’editoria. Nel corso della sua professione, LaChapelle ha scattato cover e servizi speciali per riviste come “Vanity Fairâ€, “GQâ€, “Vogueâ€, “The Faceâ€, “Arena Hommeâ€, “Rolling Stones†e collaborato con aziende quali Tommy Hilfiger, Condé Nast, Nokia, L’Oréal, H&M, Burger King e Diesel.
LaChapelle non è il fotografo dello scatto rubato, non è l’artista che vive con la macchina fotografica al collo in attesa di un evento straordinario da immortalare, non è il reporter che rischia la vita per regalare l’attimo prima di qualcosa che cambierà il mondo. È semplicemente un sismografo del proprio tempo che rende evidenti concetti e considerazioni attraverso scatti concepiti come fossero grandi dipinti.
In molti suoi lavori l’approccio è più da pittore tradizionale che da fotografo. Egli non aspetta il momento speciale, ma lo inventa o lo pianifica, magari bloccando l’intuizione con il disegno o dipingendone una bozza con gli acquarelli. Così crea un suo personalissimo set con gli scenari che ha ben chiari in mente cercando di realizzare qualcosa di esclusivo, ovvero fotografare ciò che razionalmente non sarebbe considerato fotografabile.

La mostra è suddivisa in dieci sezioni tematiche e propone le serie fotografiche di LaChapelle la cui scelta degli argomenti rispecchia il suo desiderio di raccontare, creando un palinsesto dove sistemare le figure proprio come un pittore che prepara, con dovizia e attenzione maniacale, una scena dal vivo prima di disegnarla.
L’esposizione spiega in chiave di racconto il percorso dell’opera di LaChapelle, che da prima dello scatto, si trasforma in un regista che comunica ai corpi e alle anime da immortalare il pensiero del suo lavoro. Il suo operare è impegnativo e faticoso, ma emotivamente coinvolgente sia per se stesso che per i suoi modelli. Per tutti la vanità è una forma di auto-devozione dissociata dalla realtà e dai contesti quotidiani. L’ironia dei suoi scatti scaturisce dall’imprevedibilità di una composizione che, spinta all’eccesso, esalta il vizio della vanità, intesa come vanitas, ovvero ammonimento all’effimera condizione dell’esistenza, quindi non fine a se stessa ma che perpetua l’operato umano nello scorrere dei secoli.

L’evento è stato realizzato in partnership con Robilant + Voena e Fred Torres Collaborations.

PRESS PREVIEW >
Giovedì 28 giugno 2012 ORE 12.00
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, Lucca

Sede
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta 36
55100 Lucca

Orario apertura
29 giugno > 31 agosto 2012
da Martedì a Giovedì, 10.00 – 19.00
Venerdì e Sabato, 10.00 – 24.00
Domenica, 10.00 – 19.00
1 settembre > 4 novembre 2012
da Martedì a Domenica, 10.00 – 19.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Lunedì chiuso

Informazioni e prenotazioni
T +39 0583 571712
www.luccamuseum.com

Biglietti
Intero € 9,00
Ridotto € 7,00

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Una storia che sembra quasi finita

Posted in Arte | Posted by redazione
Una storia che sembra quasi finita

Da Sabato 23 giugno a sabato 07 luglio 2012 dalle ore 18,00 alle 20,00 presso SFERA design di Pescara, in Via Caduta del forte 36, verrà proiettato il video “Una storia senza fine… è quasi finita?â€

1 parte

2 parte

realizzato in occasione della presentazione presso l’Aurum di Pescara il 01 aprile 2012, del post-catalogo “Una storia senza fine-AquilAbruzzo Tendatelierâ€, sponsorizzato nella stampa con i tipi di Ianieri Edizioni.

Il volume racconta la storia di 18 artisti abruzzesi e 332 terremotati coinvolti da Anna Seccia in una azione performativa per la realizzazione di due maxitele di 22 mq. ciascuna: “Soqquadri l’Aquila ferita†e “GlobalAquilart 332â€, nate sotto una tenda messa a disposizione dalla Croce Rossa Italiana nel campo Centi-Colella dell’Aquila, dal 25 giugno al 12 luglio 2009.

Il video documenta anche la mostra delle opere realizzate a l’Aquila ed esposte presso l’Aurum il 01 aprile con il racconto dei curatori, l’artista pescarese Anna Seccia e il critico aquilano Antonio Gasbarrini, che mettono in evidenza le difficoltà incontrate nella realizzazione di questo straordinario progetto, unico nel suo genere.

Città: Pescara
Luogo: SFERA design
Indirizzo: Via Caduta del forte, 36
Tel. 085/2924031
E-mail: info@sferadesign.net
Proiezione video: dal 23 giugno al 07 luglio 2012 ore 18,00-20,00
Link:http://www.youtube.com/watch?v=qPkBYcp8rgk

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