<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>LiberalCafe&#039; (since 2004)</title>
	<atom:link href="http://www.liberalcafe.it/index.php/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.liberalcafe.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 07:36:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Festival dell&#8217;Economia VII Edizione: cicli di vita e opportunità</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/festival-delleconomia-vii-edizione-cicli-di-vita-e-opportunita/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/festival-delleconomia-vii-edizione-cicli-di-vita-e-opportunita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Cecco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2717</guid>
		<description><![CDATA[<p>di MARTINA CECCO</p>
<p>Siamo alle porte per la inaugurazione del <b>VII Festival dell&#8217;Economia della città di Trento</b>, che quest&#8217;anno ha per tema i “Cicli di vita e rapporti tra generazioni”. Le date del festival: in anteprima il 19 maggio &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di MARTINA CECCO</p>
<p>Siamo alle porte per la inaugurazione del <b>VII Festival dell&#8217;Economia della città di Trento</b>, che quest&#8217;anno ha per tema i “Cicli di vita e rapporti tra generazioni”. Le date del festival: in anteprima il 19 maggio a Bari, la kermesse di incontri e convegni dal 31 maggio al 3 giugno prossimo. Presentato a Milano la settimana scorsa si prospetta come una settimana di intensi lavori incentrati, nonostante non sia specificato nel titolo, sul ruolo dei giovani nella economia del nostro tempo.</p>
<p>“Si parlerà molto della scuola, dell&#8217;ingresso sul mondo del lavoro, la formazione sul posto di lavoro e la assistenza alle persone non autosufficienti – ha spiegato Tito Boeri, il responsabile scientifico del Festival dell&#8217;Economia – esaminando i patti intergenerazionali, i servizi ai bambin in età infantile e agli anziani”.</p>
<p>Facciamo insieme una breve carrellata dei <b>temi che saranno al centro del Festival</b>, per dare giustizia a una delle iniziative più attuali del panorama culturale economico, alla portata di tutti, esperti e persone interessate, che da sette anni aggiorna puntualmente e con un buono spessore sulle sfide che la società economica e politica si trova davanti.</p>
<p>A Bari saranno trattati i temi di giovani, creatività e impresa, <b>sabato 19 maggio, presso la Università degli Studi di Bari</b>, con la partecipazione di Roberto Cingolani, Guido Romano, Fabiano Schivardi, Nichi Vendola, Alessandro Laterza, Tonia Mastrobuoni e Innocenzo Cipolletta. Introducono Tito Boeri, Paolo Collini e Corrado Petrocelli.</p>
<p>Durante il festival invece saranno trattati temi come <b>la prospettiva europea per il giovane che entra nel mercato del lavoro</b>, la trasformazione del mercato della produzione ai giorni nostri, il fenomeno dei giovani bamboccioni, il ruolo delle donne e della famiglia in relazione al lavoro, il posto fisso e il posto a tempo determinato, il dollaro come moneta del mondo, la situazione economica italiana, le disuguaglianze tra la popolazione dettate dai salari e dai consumi, il contratto unico nel mondo del lavoro, il sistema pensionistico, la anzianità attiva, la maturità economica in Europa.</p>
<p>Per le nuove generazioni è dedicata invece la parte conclusiva del festival dove saranno messe in discussione alcune delle facoltà del cittadino garantite attualmente, che vanno dal recepimento della pensione alla assistenza alla famiglia, il peso del debito sui figli, il futuro economico dell&#8217;Italia e le alternative alla economia guidata, con un incontro anche sul tema delle cooperative.</p>
<p>Ogni anno <b>il Festival dell&#8217;Economia porta con sé non solo il parere di studiosi ed esperti, che si confrontano in un dibattito aperto con e per la gente che partecipa e segue i lavori, ma anche una serie di eventi che fanno da corollario in piazza</b> alla manifestazione che si tiene in sale e teatri. Il Festival dell&#8217;Economia infatti scende anche in strada, offrendo orientamento per i giovani, punti informativi, spazi interattivi e eventi a cui partecipare di persona per prendere parte alla settimana dedicata al presente economico e sociale dell&#8217;Europa.</p>
<p>Seguiremo i lavori per voi, ricordiamo che per prendere parte al Festival dell&#8217;Economia on line, visitando il sito <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.festivaleconomia.it" title="festivaleconomia.it" target="_blank">festivaleconomia.it</a> potrete seguire le dirette e lo streaming audio e video degli incontri e delle conferenze, partecipare agli eventi in piazza e scaricare i materiali di studio direttamente dal sito internet.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/festival-delleconomia-vii-edizione-cicli-di-vita-e-opportunita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La bellezza della lotta. Tra Einaudi e Croce</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/aperitivo-liberale/la-bellezza-della-lotta-tra-einaudi-e-croce/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/aperitivo-liberale/la-bellezza-della-lotta-tra-einaudi-e-croce/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 18:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Ghersi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aperitivo liberale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2713</guid>
		<description><![CDATA[<p><em>Il liberale Nico Valerio ha sintetizzato, nel suo sito, &#8220;Salon Voltaire&#8221;, gli interventi svolti da Corrado Ocone e di Enzo Di Nuoscio in occasione di un recente incontro organizzato dal Partito Radicale, per ricordare Luigi Einaudi.<br />
Sollecitato ad intervenire, ho </em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il liberale Nico Valerio ha sintetizzato, nel suo sito, &#8220;Salon Voltaire&#8221;, gli interventi svolti da Corrado Ocone e di Enzo Di Nuoscio in occasione di un recente incontro organizzato dal Partito Radicale, per ricordare Luigi Einaudi.<br />
Sollecitato ad intervenire, ho preferito non fare precisazioni, o commenti, su Einaudi, lasciando questo compito a chi ne abbia studiato il pensiero in modo più approfondito di quanto abbia fatto io. Mi sono limitato a fare qualche precisazione su Croce, chiamato in causa sia da Ocone, sia poi da Valerio.</em></p>
<p><a href="http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/ecologia-liberale/" title="Ecologia Valerio" target="_blank">Caro Valerio</a>,</p>
<p>penso si debba osservare una certa cautela prima di definirsi &#8220;crociani&#8221;. Al riguardo, si possono distinguere queste situazioni:</p>
<p>a) persone che hanno letto con attenzione qualche libro importante di Benedetto Croce;<br />
b) persone che sono attratte intellettualmente dalla personalità di Croce ed hanno condotto uno studio sistematico sulla sua vastissima produzione;<br />
c) persone che, dopo aver molto letto e meditato Croce, traendo utili insegnamenti anche da testi meno citati (ad esempio, molto si può imparare dagli scritti raccolti nei volumi delle cinque serie delle &#8220;Conversazioni critiche&#8221;), presumono di avere compreso il suo punto di vista;<br />
d) persone che condividono sia l&#8217;atteggiamento mentale di Croce, sia le caratteristiche fondamentali della sua filosofia.</p>
<p>Soltanto quanti si trovano nella situazione di cui alla lettera d), possono definirsi &#8220;crociani&#8221;. Tra i &#8220;crociani&#8221;, ci sono i meri ripetitori che valgono poco, così come valgono poco i meri ripetitori di qualunque altro grande pensatore.</p>
<p>Poiché non voglio parlare di altri studiosi, parlo di me stesso. Non c&#8217;è personalità della cultura italiana che stimi più di Benedetto Croce. Ho letto abbastanza per sentirmi in diritto di scrivere qualcosa su di lui; ma non ho letto tutto. Non mi definisco &#8220;crociano&#8221;, perché non condivido interamente l&#8217;impostazione del suo pensiero. Ad esempio, io non ritengo che l&#8217;espressione &#8220;Spirito&#8221; si esaurisca nel &#8220;pensiero umano&#8221;, sul piano dell&#8217;immanenza. Per me c&#8217;è qualcosa di più. In Hegel era evidente che questo &#8220;Spirito&#8221; conservasse qualche carattere dell&#8217; Heiliger Geist, lo Spirito Santo della Trinità cristiana. C&#8217;era anche un soffio divino che penetrava il pensiero umano, cosicché i singoli esseri umani erano strumenti per la sua manifestazione. Per quanto riguarda Croce, egli, com&#8217;è noto, voleva stare soltanto sul piano dell&#8217;immanenza, cioè della storia umana, era infastidito dai residui mistici e teologici, e sembrava chiudere nettamente alla dimensione della Trascendenza. Tuttavia, più volte mi sono divertito a verificare quante concessioni Croce facesse a parole di chiara derivazione religiosa, nel suo linguaggio scritto. Erano soltanto concessioni &#8220;poetiche&#8221;? Penso di no. </p>
<p>Cito per tutti questo brano del &#8220;Perché non possiamo non dirci cristiani&#8221;: «E il Dio cristiano è ancora il nostro, e le nostre affinate filosofie lo chiamano Spirito, che sempre ci supera e sempre è noi stessi» (il saggio crociano fu pubblicato nel 1942 nella rivista La Critica; poi raccolto nei &#8220;Discorsi di varia filosofia&#8221;, Laterza, 1945, vol. I, p. 23).</p>
<p>La posizione di Croce nei confronti del sentimento religioso può essere così riassunta. Meglio un sincero credente, che «volgari razionalisti e intellettualisti», «cosiddetti liberi pensatori» e «simile genia, frequentatrice di logge massoniche» (si veda &#8220;Filosofia della Pratica&#8221;, Laterza, 1973, pp. 307-308). In altre parole, meglio un genuino sentimento religioso, che incredulità e scetticismo. Soltanto un pensiero filosofico che rispettasse gli elementi di verità contenuti nelle rivelazioni religiose, ma li superasse per affermare che la dignità degli esseri umani sta nella loro libertà, rappresentava una posizione spiritualmente più elevata rispetto alla religione tradizionale. Non qualunque filosofia era più avanzata della religione; ma soltanto quella particolare filosofia che si basasse sul principio e sul metodo della libertà. La medesima filosofia doveva abituare gli individui al difficile esercizio della libertà. Questa, infatti, non si risolve nel ricercare il proprio comodo; non è una questione di gusti. Una libertà intesa come licenza può essere una via di degradazione, non di elevazione. La meta è quella di utilizzare la propria libertà per cercare e trovare quanto realizza esigenze di Bene, di Bellezza, di Verità.</p>
<p>Veniamo alla verità. Vero è contrario di falso. Nella logica, nella Scienza, nella ricerca storica, tutti noi perseguiamo il vero, non il falso. Al di là delle interpretazioni, la Storia ha una sua base di fatti dimostrati e attestati da documenti. E&#8217; vero che Benedetto Croce sia nato a Pescasseroli il 25 febbraio 1866. Per quanto riguarda le verità scientifiche, queste, come ha insegnato Popper, sono falsificabili. Ma reggono fino a che non si dimostri il contrario. Il fatto che un dato veleno sia letale per l&#8217;organismo umano non è un&#8217;opinione. E un dato scientifico; ed è meglio che chi ne dubita non faccia esperimenti al riguardo.</p>
<p>Nel settimanale Il Mondo, diretto da Mario Pannunzio, Croce pubblicò un articolo, titolato &#8220;L&#8217;uomo vive nella verità&#8221;. La Verità è «non mai riconoscibile nel suo tutto»; ma l&#8217;essere umano cerca e si sforza di trovare «le verità particolari», nella sua vita operosa. Quell&#8217;articolo si concludeva: «Non andare in cerca della verità, né del bene né del bello, né della gioia, in qualcosa che sia lontano da voi, distaccato e inconseguibile, e in effetto inesistente, ma unicamente in quel che voi fate e farete, nel vostro lavoro, nel cui fondo c&#8217;è l&#8217;Universale, di cui l&#8217;uomo vive» (lo scritto è raccolto in &#8220;Terze pagine sparse&#8221;, Laterza, 1955, vol. I, p. 14).</p>
<p>Il pensiero di Croce non può essere dispensato in pillole. Leggerlo oggi può richiedere uno sforzo, perché il linguaggio è molto diverso da quello corrente. Ma ne vale la pena e il risultato sarà comunque un arricchimento spirituale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/aperitivo-liberale/la-bellezza-della-lotta-tra-einaudi-e-croce/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ecologia Liberale</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/ecologia-liberale/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/ecologia-liberale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 18:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>[redazione]</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2710</guid>
		<description><![CDATA[<p>di NICO VALERIO</p>
<p>Il manifesto &#8211; L&#8217;ecologia è una scienza. Severa e poco accomodante come tutte le scienze. E’ l&#8217;ecologismo, dunque, che deve tornare ad essere razionale, secondo le leggi della natura e i diritti di libertà dell&#8217;uomo, entrambi fondati &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di NICO VALERIO</p>
<p>Il manifesto &#8211; L&#8217;ecologia è una scienza. Severa e poco accomodante come tutte le scienze. E’ l&#8217;ecologismo, dunque, che deve tornare ad essere razionale, secondo le leggi della natura e i diritti di libertà dell&#8217;uomo, entrambi fondati sui limiti, cioè sulla ragione.<br />
E deve essere il più obiettivo ed efficace possibile, non un altro mezzo con cui fare lotta politica contro gli avversari di classe, come ha fatto la Sinistra, o una cosa finta e moderata che non difende né natura, né animali, né uomo, come ora vorrebbe la Destra che usa il pretesto del liberismo e del mercato (ecologia “liberale”!) per ornarsi d&#8217;un bell&#8217;aggettivo e svendere l’ambiente agli speculatori, agli amici industriali, ai cacciatori. L&#8217;ecologia sia davvero liberale, allora. Anzi, a ben guardare, o è liberale o non è. E non certo perché deve essere moderata. Ma perché è super partes, né di Destra né di Sinistra, come la scienza. Perché la Natura, come le libertà, richiede dei limiti. Perché si deve basare sulla responsabilità e l’educazione del cittadino prima ancora che sulla giusta coazione da parte dello Stato. Perché, insomma, deve essere innanzitutto un modo comune di pensare, una mentalità diffusa, e poi un obbligo di legge. Perché solo dove sono rispettati diritti e doveri, ovvero nei Paesi liberali, è possibile rispettare l&#8217;ambiente. Perché liberali sono stati i primi promotori, ecologi ed ecologisti. Perché, infine, natura e ambiente configurano veri e propri diritti di libertà, il primo dei quali è quello di vivere secondo natura. Cioè, di vivere.</p>
<p>Le parole di Croce &#8211; ITALIA NOSTRA &#8211; “Se dalla civiltà moderna si sentì il bisogno di difendere, per il bene di tutti, il quadro, la musica, il libro, non si comprende perché siasi tardato tanto a impedire che siano distrutte o manomesse le bellezze della natura, che danno all&#8217;uomo entusiasmi spirituali così puri e sono in realtà ispiratrici di opere eccelse”. Dunque, “è nella difesa delle bellezze naturali un altissimo interesse morale e artistico che legittima l&#8217;intervento dello Stato, e s&#8217;identifica con l&#8217;interesse posto a fondamento delle leggi protettrici dei monumenti e della proprietà artistica e letteraria”. Necessita, perciò, “una legge in difesa delle bellezze naturali d&#8217;Italia, (…) la quale ponga finalmente un argine alle ingiustificate devastazioni che si van consumando contro le caratteristiche più note e più amate del nostro suolo”, vista “la necessità e per alte ragioni morali e per non meno importanti ragioni di pubblica economia, di difendere o di mettere in valore, nella più larga misura possibile (…) le bellezze naturali, che furono in ogni tempo e sono il vanto e una della maggiore attrattiva dell&#8217;Italia nostra”. (Benedetto Croce, grande filosofo, storico e teorico liberale, nella presentazione del disegno di legge sulla Tutela delle bellezze naturali, 25 settembre 1920)</p>
<p>Il patto &#8211; Noi amanti di tutte le libertà dovremmo stipulare un accordo tra noi. Sia chi difende la libertà di vivere in una Terra sana e non inquinata, di bere l’acqua pulita, di camminare tra boschi e monti incontaminati, di immergersi nella vita selvaggia, di ammirare alberi, animali e paesaggi naturali; sia coloro che tutelano le libertà di produrre, d’intraprendere, di commerciare, d&#8217;importare, di rischiare, di acquistare. Sottoscriviamo un patto virtuoso. I liberisti difensori del mercato non facciano più gli ambientalisti, cessino cioè di criticare l’ecologia, di mettere il naso nella natura, tra piante, animali, montagne, aria, suolo e sottosuolo. Gli ecologisti, dal canto loro, non facciano più politica, e smettano di prendersela col liberismo, il mercato, il liberalismo, l’Occidente. Anche perché l&#8217;Occidente liberale, oltre agli sprechi e ai rifiuti che sono costi e imperfezioni d’un capitalismo non ancora ben realizzato, ha inventato l&#8217;autocritica, cioè la coscienza ecologista.</p>
<p>In nessun testo dei grandi autori liberali c’è scritto che bisogna costruire dappertutto, anche nei parchi naturali, versare sui prati cemento e asfalto, inquinare con sostanze tossiche le piante e i ruscelli, allevare in modo disumano gli animali, avvelenare se stessi e gli altri col cibo insano, avere per principio un occhio di riguardo per i produttori, anziché per i cittadini consumatori, calcolare la felicità delle persone in base al numero di automobili o lavatrici prodotte, tantomeno distruggere l’ambiente naturale, le testimonianze del passato e le opere d’arte antiche, come se fossero il frutto di un qualche “pensiero arretrato”, in cambio di orribili oggetti di plastica o manufatti effimeri destinati a durare pochi mesi o anni, ritenuti figli, sì, d&#8217;un “pensiero moderno”. Ma, al contrario, molte righe, molte pagine, molti capitoli, sono dedicati alla prevalenza della Ragione, dell’intelligenza critica e del buonsenso anche nella tutela dell’immenso patrimonio costituito dal Paesaggio, dalla Natura, dalle testimonianze della Storia, della Scienza, del sapere in genere e dell&#8217;Arte. E con quale durezza, con quale caparbietà, i liberali hanno difeso l’ambiente.</p>
<p>Solo per limitarci all’Italia, gli alti esempi di Croce (che presentò la prima legge di tutela delle bellezze naturali, e patrocinò con passione il primo Parco italiano), Einaudi (aspramente critico verso le industrie inquinanti, e grande cultore del paesaggio agricolo), i crociani del “Mondo” di Pannunzio (con le implacabili denunce sull’urbanistica speculativa di Cederna e Cancogni), “Italia Nostra” (fondata da liberali come Elena Croce e Umberto Zanotti Bianco), per finire banalmente con i primi ministri dell’Ambiente, tutti liberali. Insomma, si direbbe che l’ecologia è nata liberale, anzi, non può non essere liberale.</p>
<p>E’ ridicolo, perciò, che affaristi speculatori che vogliono distruggere il territorio, e anche gli economisti conservatori che non meno stupidamente li appoggiano, prendano come scusa il “mercato libero”, e si dicano abusivamente “liberisti”. Come se il liberismo non fosse solo un sistema di regole di libertà e uguaglianza nella concorrenza da rispettare, ma una sorta di ottuso obbligo di vendere o comperare sempre e qualsiasi cosa come se, ad esempio, l’ingegnere o medico liberista dovesse per forza vendere il diploma di laurea, e l’insegnante liberista le foto del padre o le lettere dalla madre, insomma, come se non esistessero Beni incommerciabili o che non conviene vendere o lasciar degradare, perché fanno parte della nostra Cultura inalienabile, del nostro ambiente psicologico, dei nostri ricordi, o addirittura sono essenziali alla nostra stessa vita, e che appunto per questo conviene, al contrario, mantenere, restaurare e tutelare al massimo grado. Come, appunto, la Natura selvaggia, l’ambiente naturale in genere, le montagne, le foreste, il clima, l’aria, le piante, gli animali selvatici, l’acqua, il mare, i laghi, i fiumi, il Paesaggio, le bellezze artistiche, i borghi e i quartieri storici, ecc. Ed è comprensibile, anche se ingiusto, che, in conseguenza dell’arroganza e del cinismo di certi pseudo-liberisti che fanno vergognare ogni buon liberale (smentiti, ricordiamolo sempre, dal teorico del liberismo, il grande Einaudi), molti ecologisti di oggi vedano nel “liberismo”, e talvolta perfino nel “liberalismo”, una sorta di nemico della Natura e dell’ambiente. Ebbene, contro questa duplice mistificazione, l’imbroglio dei falsi “liberisti” distruttori del territorio e lo speculare pregiudizio anti-liberista degli ecologisti, “Ecologia Liberale” intende battersi. Perché nella distratta e superficiale società di massa i più gravi imbrogli oggi si fanno con le parole (si pensi all’invenzione clericale di “laico” come diverso, anzi contrapposto a “laicista”), e quindi le parole, e i concetti che queste sottendono, vanno ben spiegate e diffuse.</p>
<p>tratto dalla presentazione del blog <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://ecologia-liberale.blogspot.it/" title="Ecologia Liberale" target="_blank">Ecologia Liberale</a> &#8211; autore Nico Valerio</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/ecologia-liberale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Armistizio o pace?</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/europa/armistizio-o-pace/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/europa/armistizio-o-pace/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Altomonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2702</guid>
		<description><![CDATA[<p>di CARLO ALTOMONTE</p>
<p><i>L&#8217;unione economica non può prescindere dalla solidarietà fiscale. C&#8217;e&#8217; da stabilire come, se con un nuovo ruolo della Bce o gli Eurobond. Ma ricostruire la casa europea è necessario per porre fine alla guerra tra governi e </i>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di CARLO ALTOMONTE</p>
<p><i>L&#8217;unione economica non può prescindere dalla solidarietà fiscale. C&#8217;e&#8217; da stabilire come, se con un nuovo ruolo della Bce o gli Eurobond. Ma ricostruire la casa europea è necessario per porre fine alla guerra tra governi e mercati.</i></p>
<p>Spread, Efsf, Ltro&#8230; parole che oggi risuonano tra gli operatori finanziari, versione moderna di quegli urli di guerra che riecheggiavano sui campi di battaglia del Vecchio Continente. Qui si confrontano ormai da quasi due anni (dalla prima campagna di Grecia nel maggio 2010) da un lato i grandi fondi istituzionali di investimento, motore della liquidità mondiale, scesi in campo per proteggersi dal rischio di vedere i loro risparmi annegare nei debiti europei (meglio, nella scarsa capacità di gestirli mostrata dai governi); e dall’altro gli stessi governi dell’area euro, orgogliosi del loro modello sociale e desiderosi di non perdere, insieme a questo, le prossime elezioni. Tra i contendenti, una corte di mercanti di varia natura (oggi si chiamano hedge funds), pronti a fare affari con l’una o l’altra parte. In mezzo, come sempre, la gente comune, che non capisce davvero cosa sta succedendo e perché.</p>
<p>E dopo violente battaglie e alterne fortune, con gli indici di borsa in impetuosa avanzata o in rapida ritirata, anche questa guerra sta per finire, senza grandi vincitori né vinti.<br />
Gli investitori istituzionali ritroveranno fiducia sui mercati europei, incoraggiati da governi che nell’emergenza avranno imparato a organizzare le loro risorse: la Bce che presta liquidità, il patto sull’austerità fiscale, il nuovo meccanismo europeo di salvaguardia (Esm).<br />
Quando anche l’ultimo di questi strumenti sarà attivo, le ostilità con ogni probabilità cesseranno.</p>
<p>Sarà una pace duratura? La storia ci insegna che, per capirlo, bisogna guardare alla qualità della ricostruzione, comprendendo la natura della crisi che ha portato al conflitto. Ossia riconoscere che il problema primigenio dell’Europa non è di natura fiscale, ma di bilancia dei pagamenti. La Spagna e l’Irlanda non hanno mai mostrato squilibri di finanza pubblica: anzi, contrariamente a Francia e Germania, non hanno mai violato le regole di Maastricht. Ma tutti i paesi interessati dalla crisi, Italia compresa, registrano un importante deficit di competitività (la loro produttività cresce meno) nei confronti del Nord Europa. Questo, in presenza di disponibilità di credito, genera fatalmente un deficit strutturale di partite correnti e dunque l’indebitamento (anche privato) di questi paesi. Ma il deficit prima o poi va risanato, pena il fallimento. E poiché è improbabile che nel giro di poco tempo Grecia o Portogallo diventino più competitivi della Germania, tale riequilibrio implica o una svalutazione del tasso di cambio reale, o qualche forma di trasferimento tra paesi in surplus e paesi in disavanzo. Ma la prima soluzione è difficilmente praticabile in un’unione monetaria (il tasso di cambio nominale è fisso), e comporta insostenibili costi sociali (la svalutazione si deve fare attraverso una riduzione percentuale a doppia cifra di prezzi e salari, come accade in Grecia).</p>
<p>Dunque, l’unione economica non può prescindere da forme di solidarietà fiscale. Si valuterà poi se tale solidarietà si realizzerà con un diverso ruolo della Bce, con interventi diretti a sostegno del debito pubblico; o attraverso un mercato interbancario integrato che presta sulla base di garanzie mutue e condivise erogate dai governi; o in forma ancora più esplicita e trasparente, come è auspicabile, attraverso modalità condivise di debito pubblico per tutta l’area euro (Eurobond); o, infine, con un sempre maggiore ruolo del meccanismo di redistribuzione all’interno del budget federale, come è accaduto negli Usa alla fine della Grande Depressione.<br />
Senza questa ristrutturazione della casa europea che ponga le basi di una pace duratura, tra governi e mercati possiamo sperare solo in un lungo armistizio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/europa/armistizio-o-pace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook entra in borsa, gli utenti sono dei soci virtuali</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/internet-e-tecnologie-web/facebook-entra-in-borsa-gli-utenti-sono-dei-soci-virtuali/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/internet-e-tecnologie-web/facebook-entra-in-borsa-gli-utenti-sono-dei-soci-virtuali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Cecco</dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2706</guid>
		<description><![CDATA[<p>di MARTINA CECCO </p>
<p>Ci hanno invitati per fare parte di un social network, ci siamo iscritti e abbiamo cominciato a interlacciare amicizie, condividere status e link, fotografie e squarci di vita, lo abbiamo fatto per mille motivi, coscienti che tutto &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di MARTINA CECCO </p>
<p>Ci hanno invitati per fare parte di un social network, ci siamo iscritti e abbiamo cominciato a interlacciare amicizie, condividere status e link, fotografie e squarci di vita, lo abbiamo fatto per mille motivi, coscienti che tutto questo sarebbe un giorno diventato meno virtuale e più reale.</p>
<p>Siamo una serie di logaritmi che servono, ce lo hanno detto in tutti i modi possibili, e le nostre vite sono dei micro sistemi che fanno parte di un sistema superiore, coordinato dai flussi di condivisione.</p>
<p>Poi la trasformazione del concetto di social network, da user a attore, una bella differenza, che ci vede “in pasto” a una realtà economico/sociale, che attribuisce a ogni tipo di relazione, reale o virtuale, un controvalore economico, potenziale o espresso, che si può trasformare in rendimento. Un fatto che altro non è se non il corrispondente del marketing reale: anche nella vita di tutti i giorni siamo attori di un percorso economico/sociale che determina sui grandi numeri le scelte dell&#8217;una o dell&#8217;altra azienda, della politica e della società che proprio noi costruiamo con le nostre azioni.</p>
<p>Il sistema “universo social” che ha preso corpo ormai in tutti i continenti, con grande successo, è un fatto che non solo non può passare inosservato, ma anche tende a condizionare e deviare le prospettive dell&#8217;economia sociale e dell&#8217;economia monetaria.</p>
<p>Parliamo con dati alla mano della reale portata del social più diffuso al mondo, facebook, che vede oltre 845 milioni di profili (parte dei quali fasulli, certi altri non personali) che interagiscono tra loro dando vita a un sistema di rete a fitte maglie, che ha dalla sua parte la velocità del comunicare, la credibilità della fonte e la facilità nel reperire banche dati di varia portata e dimensione, per usi dei più vari, pur rimanendo sempre nel limite del legittimo e del possibile.</p>
<p>Non vorremmo fare “i conti della serva”, tuttavia sapere che ogni profilo che uniamo al nostro network potrebbe avere il controvalore di circa 1 dollaro non è poco, specie se quel dollaro riesce a fruttare.</p>
<p>Non tutte le anime sono uguali, la monetizzazione della relazione, non confondiamola con la monetizzazione della amicizia, per cortesia, non piace a tutti. Di facebook piace la spontaneità e la gratuità per chi lo usa, che non potevano però restare un fatto a se stante. L&#8217;entrata in Borsa della holding ha generato per questo non poche polemiche e critiche, relativamente proprio al problema della monetizzazione della persona, tutto sommato avvenuta senza che ci fosse stato chiesto il permesso, almeno un parere.</p>
<p>Siamo oramai abituati ad essere una piccola pedina del sistema, non ci sono scappatoie per fare quadrare il desco, specie per chi si trova a investire in un sistema come quello dei social network, difendersi non solo è impossibile, ma anche inutile, cancellare il profilo solo per principio ha un senso per chi ci crede, ma il fatto non è questo.</p>
<p>Trattandosi di una forma di investimento, specie per le aziende, questo è lampante, viene da chiedersi, personalmente stimolata da una possibile “declinazione del business” nel sistema: ci saranno dei risvolti economici anche per chi il social lo fa funzionare, postando di ora in ora le proprie idee e i propri pensieri? Sì, perché, tutto sommato, se siamo parte di una immensa rete di traffico monetario, non sarebbe poi tanto sbagliato chiedere che ce ne venga dato conto, giusto così, per sapere e per conoscere, come, cosa e quanto si fa con il danaro che indirettamente valiamo ..</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/internet-e-tecnologie-web/facebook-entra-in-borsa-gli-utenti-sono-dei-soci-virtuali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The great stagnation</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/the-great-stagnation/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/the-great-stagnation/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Villa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2699</guid>
		<description><![CDATA[<p>di UMBERTO VILLA</p>
<p>In occasione dell’annuale “<strong>Discorso Bruno Leoni</strong>”, organizzato dall’IBL (<a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.brunoleoni.it/" title="Istuto Bruno Leoni" target="_blank">Istituto Bruno Leoni</a>) a Palazzo Visconti, a Milano, si è tenuta una piacevole lezione di <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tyler_Cowen" title="Tyler Cowen" target="_blank">Tyler Cowen</a>, economista liberale americano, editorialista del <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.nytimes.com" title="New York Times" target="_blank">New York </a>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di UMBERTO VILLA</p>
<p>In occasione dell’annuale “<strong>Discorso Bruno Leoni</strong>”, organizzato dall’IBL (<a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.brunoleoni.it/" title="Istuto Bruno Leoni" target="_blank">Istituto Bruno Leoni</a>) a Palazzo Visconti, a Milano, si è tenuta una piacevole lezione di <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tyler_Cowen" title="Tyler Cowen" target="_blank">Tyler Cowen</a>, economista liberale americano, editorialista del <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.nytimes.com" title="New York Times" target="_blank">New York Times</a> e docente alla <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.gmu.edu" title="George Mason University" target="_blank">George Mason University</a>.<br />
Il titolo dell’incontro era “The great stagnation”, proprio come quello di uno dei libri di Cowen, che ha parlato principalmente dei problemi dell’Unione Europea, soffermandosi in più circostanze sull’Italia.</p>
<p>Sull’UE il suo parere è abbastanza negativo, considera, infatti, un “sogno delirante” il progetto dell’Europa unita, perché è stato progettato male. Secondo Cowen è impensabile immaginare un sistema per più nazioni con la stessa politica monetaria, ma con politiche fiscali, lingue e culture differenti.<br />
Nonostante questo punto di vista pessimista, propone per l’Italia tre modi per uscire dall’attuale crisi:</p>
<p><strong>1) </strong>aumentare il tasso di natalità, che attualmente è troppo basso e, infatti, si prevede che la popolazione italiana tra quarant’anni si dimezzerà;<br />
<strong>2) </strong>valorizzare il fattore immigrazione, immaginandola “selettiva”, senza dunque per forza aprire i confini nazionali;<br />
<strong>3) </strong>sulla questione del rapporto debito/pil, che supera le tre cifre, Cowen dice che bisognerebbe considerare anche quello debito/benessere nazionale, che è solo al 5%. L’Italia, dice, è un paese ricco, tassando il 5% della ricchezza il debito sparirebbe. Lo stesso economista, però, giudica male questa terza ipotesi, perché illiberale e perché è ingiusto tassare la ricchezza, quindi l’eccellenza. </p>
<p>Cowen sostiene che proprio questo apparente benessere dell’Italia, sia la ragione principale per cui nel nostro Paese non ci sia una grande forza di volontà di abbattere il debito e risolvere la questione fiscale. Per questo motivo negli ultimi 12 anni il nostro reddito pro capite non è aumentato, dando inizio alla  nostra “grande stagnazione”.<br />
Sempre riferendosi a noi, ha rapidamente trattato la questione giovanile, affermando che in Italia i giovani sono sottovalutati e mal utilizzati e questa sia la causa per cui, troppo spesso, non riusciamo a stare al passo con l’economia moderna in continuo avanzo e sviluppo.</p>
<p>Trattando la tematica europea, ha descritto come assolutamente drammatica e irrecuperabile la situazione greca. Entro cinque anni la Grecia lascerà l’Euro, o meglio, l’Euro lascerà la Grecia, perché ci sarà una grande fuga di capitali, nessuno più investirà nelle banche greche e il governo non pagherà più tramite moneta, ma attraverso cambiali che, secondo l’economista americano, la gente comincerà a scambiarsi e pian piano a richiamare “dracma” fino a quando l’euro non scomparirà del tutto.<br />
Cowen ha più volte ribadito che a questo triste esito arriverà anche il Portogallo, più difficilmente questo sarà anche il destino di Spagna e Italia.<br />
L’addio all’euro di questi Stati avverrebbe perché l’idea francese di mantenere in piedi l’Europa grazie ai finanziamenti tedeschi, che sono quelli che più si sono arricchiti con la moneta unica, non regge, perché la Germania difficilmente accetterebbe. In caso lo facesse, chiederebbe di controllare direttamente i bilanci dei paesi in bilico e imporrebbe condizioni severissime, che nessuno Stato potrebbe mai accettare.</p>
<p>Alla fine di questo interessantissimo incontro, mi sono detto che se una voce così stimata nel mondo, come quella di Tyler Cowen, dice questo di noi e dell’Europa, l’unico modo che abbiamo per reagire è quello di rimboccarci le maniche, attuare una politica di rigore, ma nel senso che deve rigorosamente tagliare la spesa pubblica e rigorosamente attuare politiche liberali, e lottare a livello continentale per creare un’unione politica, non solo monetaria, affinchè si creino davvero gli Stati Uniti d’Europa. Questa è la chiave? Non lo so, ma se l’Europa resta così com’è, il fallimento è certo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/economia-e-ambiente/the-great-stagnation/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tempo di elezioni</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/politica-interna/tempo-di-elezioni/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/politica-interna/tempo-di-elezioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Ghersi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2679</guid>
		<description><![CDATA[<p>di LIVIO GHERSI</p>
<p>L&#8217;approssimarsi della data delle elezioni comunali a Palermo rende pessimo il mio umore. Giunto alla mia non più tenera età, confesso di non sapere come devo comportarmi.<br />
Capisco che sarebbe gran pretesa pretendere che almeno uno dei &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di LIVIO GHERSI</p>
<p>L&#8217;approssimarsi della data delle elezioni comunali a Palermo rende pessimo il mio umore. Giunto alla mia non più tenera età, confesso di non sapere come devo comportarmi.<br />
Capisco che sarebbe gran pretesa pretendere che almeno uno dei candidati alla carica di Sindaco riscuotesse il mio entusiasmo, la mia fiducia, la mia stima. Il guaio è che non riesco a trovare le motivazioni minime per votare qualcuno come soluzione meno peggiore di altre.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, provo angoscia vedendo le condizioni in cui l&#8217;Italia è ridotta. Invece, qui la campagna elettorale si svolge con le modalità tradizionali. Come se non avessimo alcun vincolo di politica economica nei confronti dell&#8217;Unione Europea; come se il nostro Parlamento non fosse chiamato a ratificare il &#8220;Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell&#8217;Unione economica e monetaria&#8221;, già sottoscritto dal nostro Governo. Qui si continua a ragionare come se si potesse ancora autonomamente decidere quali politiche di spesa pubblica attivare in sede locale. Con i più nobili obiettivi, si intende.</p>
<p>Forse vivo in un mondo diverso rispetto a quelli in cui vivono i candidati e le forze politiche che li supportano. Mi auguro davvero di essere io in torto, perché non so vedere la parte mezza piena del bicchiere. In ogni caso, nel mio piccolo, voglio aiutare gli analisti che commenteranno l&#8217;esito del voto, qualunque esso sia.</p>
<p>Calandomi appieno nel mio ruolo di cittadino medio frustrato, mi sono a lungo interrogato su quale scelta elettorale facesse più male ai partiti. Per intenderci, quelli che, in Parlamento, hanno votato affinché il cosiddetto rimborso (ossia, il finanziamento) alle forze politiche fosse erogato per l&#8217;intera durata della quindicesima Legislatura, quando la medesima Legislatura è durata appena due anni, interrompendosi anticipatamente nel mese di aprile 2008. Scelta che ha messo in imbarazzo più di un tesoriere di partito, soprattutto dei partiti che nel 2008 non esistevano più perché, nel frattempo, si erano formalmente sciolti. Noi cittadini dovremmo comprendere l&#8217;imbarazzo di questi poveri tesorieri, indecisi se comprare immobili per sé ed i propri cari, oppure se investire il denaro pubblico in oro e diamanti.</p>
<p>Non ricordo proteste clamorose da parte di alcun parlamentare quando fu approvata la disposizione di legge che commisurava il rimborso all&#8217;intera durata della quindicesima Legislatura. Scelte legislative di questo tipo non provocano rabbia; soltanto disprezzo. Un disprezzo freddo, che forse ci porteremo nella tomba. Da cattivo cristiano ho sempre pensato che fosse preferibile stare tra i perdenti, ma con le mani pulite, piuttosto che vincere sporcandosi le mane di sangue. Anche del sangue di tanti che meriterebbero punizioni esemplari.</p>
<p>Il vecchio Ugo La Malfa, giunto nella parte terminale della sua esistenza, amareggiato per molteplici motivi, arrivò a dire che l&#8217;unica soluzione possibile sarebbe stata quella di mettere l&#8217;intera classe politica italiana in una grande nave, molto capiente. Bisognava far salpare quella nave e, una volta giunta a largo, dove il mare è più profondo, silurarla. Forse si trattava di voce dal sen fuggita; ma quella battuta di La Malfa fu detta ad un intervistatore e, quindi, messa per iscritto.<br />
L&#8217;esperienza ci induce oggi a ritenere che il vecchio leader repubblicano fu ingeneroso nei confronti dei suoi colleghi politici. Perché attaccò soltanto loro. Invece che una sola nave, bisognerebbe far salpare una piccola flotta; con tante altre navi riempite di sedicenti servitori dello Stato, alti burocrati, banchieri, operatori finanziari, imprenditori, docenti universitari, giornalisti. Non soltanto la classe politica, ma la classe dirigente, complessivamente intesa, sarebbe da mettere sotto processo.</p>
<p>Per non farla lunga, ritorno al dilemma iniziale. Come far più male a questi partiti? Votare un Movimento nuovo, portatore di protesta sociale, come il Movimento &#8220;Cinque Stelle&#8221;, animato da Beppe Grillo? Non me la sento, perché la protesta fine a sé stessa non basta. Ipotizziamo che si determinino le condizioni storiche per spazzare via (in senso letterale) l&#8217;attuale classe politica. I rivolgimenti storici sono sempre tumultuosi. Poi bisognerebbe, comunque, preoccuparsi di governare l&#8217;economia e la società. E qui le ricette sono ancora troppo vaghe e approssimative. Con i desideri non si governa.</p>
<p>Votare scheda bianca? Questa è, in assoluto, la soluzione più sbagliata. Perché abili scrutatori sono capaci di trasformare le schede bianche in altrettante schede votate. A tutto vantaggio dei più disonesti fra i politici candidati; quelli che non esitano a ricorrere a metodi truffaldini.<br />
Restare a casa e far così diminuire il numero complessivo dei votanti? E&#8217; esattamente quello che farò. Per me è la prima volta; sto un po&#8217; a disagio insieme agli anarchici. E&#8217; un modo come un&#8217;altro per prendere tempo.</p>
<p>Più si riduce il numero dei votanti, più aumentano, apparentemente, le percentuali dei consensi ottenuti dai partiti più votati. Ma servirà a ben poco vantarsi di aver conseguito il 40 % dei voti validi espressi, quando più della metà degli aventi diritto al voto avranno disertato le urne. Tantissimi astenuti dal voto equivalgono ad uno scenario da fine della democrazia rappresentativa. Avverto dei brividi lungo la schiena; ma i nostri sedicenti &#8220;statisti&#8221; potrebbero far finta di niente e continuare a baloccarsi con la legge elettorale e con i premi in seggi per i partiti più votati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/politica-interna/tempo-di-elezioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Troppi equivoci sul governo Monti</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/politica-interna/troppi-equivoci-sul-governo-monti/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/politica-interna/troppi-equivoci-sul-governo-monti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ostellino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2685</guid>
		<description><![CDATA[<p>di PIERO OSTELLINO</p>
<p>Altro che «democrazia sospesa». Il rischio è l&#8217; autoritarismo</p>
<p>Con lo Stato che esige subito le tasse &#8211; anche quando ha torto: paga e poi si vedrà se hai ragione (solve et repete) &#8211; e onora i &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di PIERO OSTELLINO</p>
<p>Altro che «democrazia sospesa». Il rischio è l&#8217; autoritarismo</p>
<p>Con lo Stato che esige subito le tasse &#8211; anche quando ha torto: paga e poi si vedrà se hai ragione (solve et repete) &#8211; e onora i suoi debiti con anni di ritardo, e di fronte ai sempre più numerosi suicidi, il rifiuto del professor Monti della ragionevole (civile) proposta Alfano di poter scalare dalle tasse (dovute) i crediti (pretesi) rivela un totale disprezzo dei diritti dei cittadini. </p>
<p>Ci volevano dei non eletti per dimostrare che un governo che non debba rispondere agli elettori è automaticamente dispotico. Altro che «democrazia sospesa»; qui siamo in pieno autoritarismo, mascherato da efficientismo, che sta distruggendo quel poco di democrazia liberale che c&#8217; era. </p>
<p>Confesso che, conoscendolo come persona intellettualmente onesta, ed essendogli amico, mi ero illuso che il cattolico-liberale Monti, se non proprio propenso a far prevalere l&#8217; umanesimo cristiano sulla (disumana) Ragion di Stato &#8211; che, peraltro, è teoria di un cattolico (Botero) &#8211; fosse almeno incline a ricordarsi di essere liberale. Invece, per dirla con lord Acton, «se il potere corrompe, il potere assoluto (incontrollato) corrompe assolutissimamente». </p>
<p>Ho l&#8217; impressione che questi professori si prendano un po&#8217; troppo sul serio nel ruolo di «salvatori della Patria» e tendano a comportarsi con i cittadini come, probabilmente, si comportavano con i propri studenti. La politica, in una democrazia liberale, non è «prendere o lasciare», ma rispetto (costituzionale) dei diritti e delle libertà individuali, nonché delle minoranze. Ma qui chi controlla? Non lo fanno i partiti in Parlamento, ormai supini &#8211; per incultura, debolezza e provincialismo &#8211; «a quelli che sanno». Non i media &#8211; che dovrebbero legittimare l&#8217; Ordinamento esistente, ma anche fornire al cittadino gli strumenti per capire e giudicare &#8211; e sono una sorta di neoMinculpop: «il Duce ha sempre ragione»; anche se Monti non sempre ce l&#8217; ha. Non un&#8217; opinione pubblica frastornata cui è stato fatto credere di essere in guerra &#8211; contro lo spread &#8211; le si nasconde che questo governo non è «la soluzione», ma sta diventando «un problema», e inclina verso un «fascismo di popolo». </p>
<p>Sono rimasto il solo a dirlo e mi spiace ripeterlo: è, nelle parole di Piero Gobetti sul fascismo, «l&#8217; autobiografia di una nazione». Altro caso. L&#8217; esenzione fiscale della prima casa non sarebbe una forma di «evasione fiscale» come sostiene il governo; ecco un altro (suo) tratto antidemocratico, per non dire illiberale. La prima casa &#8211; spesso frutto del risparmio di una vita sul quale si sono già pagate le tasse &#8211; è un «bene primario» per i meno abbienti; che non hanno l&#8217; alternativa fra la casa e andare a dormire sotto i ponti. Dovrebbe essere la soglia minima oltre la quale il Fisco non dovrebbe andare in uno Stato che voglia essere davvero sociale. Invece, la sua esenzione è sprezzantemente equiparata a un reato; mentre, in nome della giustizia sociale, si sta massacrando di tasse (soprattutto) i ceti meno abbienti. postellino@corriere.it</p>
<p>Pagina 59<br />
&copy; (5 maggio 2012) &#8211; Corriere della Sera</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/politica-interna/troppi-equivoci-sul-governo-monti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vogliamo l’Oscar (in Parlamento)</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/aperitivo-liberale/vogliamo-loscar-in-parlamento/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/aperitivo-liberale/vogliamo-loscar-in-parlamento/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Villa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aperitivo liberale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2676</guid>
		<description><![CDATA[<p>di UMBERTO VILLA</p>
<p>Sta circolando sui social network una petizione molto interessante, che tutti i liberisti e liberali italiani dovrebbero sostenere.<br />
Si tratta di una raccolta firme virtuale per portare Oscar Giannino in Parlamento.<br />
Come tutti sappiamo, però, non basta &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di UMBERTO VILLA</p>
<p>Sta circolando sui social network una petizione molto interessante, che tutti i liberisti e liberali italiani dovrebbero sostenere.<br />
Si tratta di una raccolta firme virtuale per portare Oscar Giannino in Parlamento.<br />
Come tutti sappiamo, però, non basta questo per ottenere un posto in una delle due Camere, sarebbe troppo facile.</p>
<p>Questa petizione, infatti, è simbolica, è un atto di stima e di incoraggiamento dei fan di Giannino, che il 5 di Giugno consegneranno proprio al noto economista tutte le firme raccolte, per dimostrargli che esiste un popolo liberale pronto a seguirlo e a sostenerlo in una sua eventuale avventura politica, che non sembra più così impossibile.<br />
Nella petizione i promotori spiegano che l’Italia è alla ricerca di un uomo in grado di diminuire spesa pubblica, tasse e burocrazia e chi c’è meglio di Oscar Giannino?</p>
<p>Io, pur non essendo uno degli ideatori di questa raccolta firme, ma un semplice aderente, invito anche tutti voi, lettori liberisti, liberali, riformisti e, forse, un pizzico rivoluzionari a sostenere questa bella iniziativa.</p>
<p>Gli italiani sanno bene, però, che non è certo con gli uomini della provvidenza che si sistemano le cose, ce lo insegnano i casi Berlusconi e Monti.<br />
Il singolo Giannino, quindi, ben poco può fare davanti all’intero sistema incrostato della politica italiana e degli attuali personaggi presenti in Parlamento, più simili ad avvoltoi che a politici degni di questo nome.<br />
Non basterebbe  nemmeno la discesa in campo di un uomo in gamba e liberale, ma servirebbe una squadra seria e preparata da mettergli a fianco e una base pronta ad un lungo, inesorabile cammino verso l’obiettivo.<br />
In un momento in cui c’è bisogno di liberalismo e libertà come dell’ossigeno, diamo un piccolo contributo con una semplice firma!</p>
<p>Ecco il link:<br />
<a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.petizionionline.it/petizione/vogliamo-l-oscar-in-parlamento/6872" title="Vogliamo l'Oscar in Parlamento" target="_blank">http://www.petizionionline.it/petizione/vogliamo-l-oscar-in-parlamento/6872</a></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</em></p>
<p>Oscar Fulvio Giannino (Torino, 1º settembre 1961) è un giornalista e conduttore radiofonico italiano che si occupa principalmente di politica ed economia.<br />
Inizia l&#8217;attività politica nel Partito repubblicano (PRI), nel quale diventa segretario della federazione giovanile (1984-1987) e, in seguito, membro della Direzione nazionale e portavoce (1987-1994). Inizia la sua carriera giornalistica presso il quotidiano del partito, La Voce Repubblicana; nel 1988, diventa caporedattore.<br />
Iscritto all&#8217;ordine dei giornalisti dal 15 aprile 1992, abbandona il PRI nel 1995. Successivamente lavora al mensile Liberal (organo dell&#8217;omonima fondazione creata da Ferdinando Adornato), e tre anni più tardi è vicedirettore della testata, che nel frattempo è diventata settimanale.<br />
Dal 1999 al 2004 è responsabile della pagina economica del Foglio. Lascia il quotidiano e si trasferisce a Il Riformista come vice del direttore Antonio Polito. Nel 2005 diventa vicedirettore di Finanza&#038;Mercati e conduce il programma televisivo di approfondimento Batti e ribatti su RaiUno. Comincia anche una collaborazione con il quotidiano Libero, diretto da Vittorio Feltri, e il 3 maggio 2007 diventa direttore del suo allegato economico-finanziario LiberoMercato, che lascia nel febbraio 2009, soggetto a licenziamento disciplinare a causa di divergenze con l&#8217;editore.<br />
Nel 2006 firma il manifesto del movimento Riformatori Liberali. Dopo aver ripreso nel 2007 la tessera del PRI, diviene membro del Consiglio nazionale del partito e, dal 2011, anche della Direzione nazionale.<br />
Nell&#8217;aprile 2009 apre Chicago-blog.it in collaborazione con l&#8217;Istituto Bruno Leoni, nel quale insieme con altri collaboratori e giornalisti esamina le principali questioni politico-economiche dell&#8217;attualità; inoltre da fine giugno 2009 conduce una trasmissione su Radio 24 (emittente radiofonica del Sole 24 Ore) dal titolo &#8220;Nove in punto, la versione di Oscar&#8221;, in onda dal lunedì al venerdì alle 9:00.<br />
Nel 2011 è presidente di uno dei comitati per il No ai due referendum sui servizi pubblici e sulla tariffa del servizio idrico del 12 e 13 giugno 2011.<br />
Attualmente è membro del comitato scientifico della Fondazione Italia USA, Senior Fellow dell&#8217;Istituto Bruno Leoni, editorialista per Panorama, Il Messaggero, Il Mattino, Il Gazzettino, RID, e co-direttore del mensile Capo Horn.</p>
<p><strong>Vita privata</strong><br />
Dopo il giornalismo, l&#8217;attività a cui dedica più tempo è quella dell&#8217;assistenza a malati terminali di cancro. Il giornalista torinese ha maturato sensibilità su questo tema essendo stato colpito anch&#8217;egli in passato da tumore.<br />
Nell&#8217;ottobre 2011 si è sposato a Roma con rito civile con Margherita Brindisi, in una cerimonia officiata dall&#8217;allora ministro per le politiche giovanili Giorgia Meloni.</p>
<p><strong>Critiche</strong><br />
Il giorno successivo il devastante terremoto di Sendai del 2011, Oscar Giannino scrive su Il Messaggero un editoriale dal titolo &#8220;Test superato: nucleare sicuro, è la prova del nove&#8221;: dedicato alla tenuta complessiva degli impianti nucleari giapponesi e sostenendo una posizione ottimista rispetto alle iniziali difficoltà che in seguito avrebbero portato ai problemi nella centrale di Fukushima, l&#8217;articolo è stato oggetto di polemiche sulla stampa, in particolare dal geologo Mario Tozzi e dal giornalista Marco Travaglio.</p>
<p><strong>Libri</strong><br />
La politica estera della DC, Ed. della Voce, 1982<br />
I repubblicani e l’altra Italia, Ed. Giustizia e Libertà, 1987<br />
L’Europa delle culture, Ed. Liberal Libri, della Fondazione Liberal, 1996<br />
La cultura della sicurezza in Italia a tre anni dall’11 settembre, nel volume Sicurezza: le nuove frontiere. Cultura, economia, politiche, tecnologie, Centro studi di geopolitica economica (a cura del), Milano, FrancoAngeli, 2005, ISBN 88-464-6269-6.<br />
Contro le tasse. Perché abbattere le imposte si può, si deve, e non è affatto di destra, Milano, Mondadori, 2007, ISBN 9788804570080.<br />
Prefazione in Michela Ravalico, Il rebus Marchionne, Libero ed., 2008</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/aperitivo-liberale/vogliamo-loscar-in-parlamento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Officina del Medio Oriente</title>
		<link>http://www.liberalcafe.it/index.php/news/officina-del-medio-oriente/</link>
		<comments>http://www.liberalcafe.it/index.php/news/officina-del-medio-oriente/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>[redazione]</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberalcafe.it/?p=2692</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dal 14 al 20 Maggio si terrà la seconda edizione di Officina Medio Oriente. Ancora una volta personalità e testimoni del dialogo interreligioso e interculturale si troveranno a Trento per riflettere, confrontarsi e dialogare, emarginando gli estremismi politici e religiosi.Una &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 14 al 20 Maggio si terrà la seconda edizione di Officina Medio Oriente. Ancora una volta personalità e testimoni del dialogo interreligioso e interculturale si troveranno a Trento per riflettere, confrontarsi e dialogare, emarginando gli estremismi politici e religiosi.Una settimana di incontri e approfondimenti, ma anche musica, cinema, fotografia, letteratura, che mettono in luce l&#8217;importanza del dialogo come unica via percorribile per arrivare alla convivenza tra le differenti identità, alla riconciliazione.</p>
<p>Il primo sguardo è sulla primavera araba. Da piazza Tahrir alla Siria, le riflessioni narrate da molteplici prospettive sulle trasformazioni politico-sociali in corso nei Paesi arabi.<br />
I ragazzi ebrei, arabi, drusi, circassi della compagnia teatrale Beresheet LaShalom, protagonisti del progetto del Teatro Arcobaleno che li incoraggia a creare un messaggio positivo capace di ispirare pace e realizzare i sogni di chi ha conosciuto la guerra, incontrano i loro coetanei delle scuole trentine.<br />
Otto donne, appartenenti a cinque differenti religioni (ebraica, mussulmana, drusa, cristiana, beduina) dialogano sul ruolo della religione nella soluzione dei conflitti.</p>
<p>Le città e i territori, le istituzioni più vicine ai cittadini, italiani ed europei, si confrontano sull&#8217;impegno per la pace in Medio Oriente.<br />
E poi spettacoli teatrali e musicali anch&#8217;essi imperniati su situazioni di dialogo, confronto e collaborazione tra le differenti comunità.</p>
<p>Durante la manifestazione andremo a cercare i frutti dell&#8217;ulivo messo a dimora nella fertile terra trentina due anni fa, in occasione della prima edizione di Officina Medio Oriente.<br />
Attraverso le iniziative di Officina Medio Oriente gli zapperemo intorno e vi metteremo il concime e vedremo se porterà frutto per l&#8217;avvenire.<br />
Il frutto del dialogo è possibile. Info: http://www.trentinosolidarieta.it </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberalcafe.it/index.php/news/officina-del-medio-oriente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

