“AMORE E LIBERTA’ – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” Uscito il Terzo saggio di Luca Bagatin

0
120
Si pubblica di seguito la lettera di presentazione del libro “AMORE E LIBERTA'” Manifesto per la Civiltà dell’Amore, dell’autore Luca Bagatin e la prefazione di A. Tiberio di Dobrynia.
Carissimi amici e lettori,
desidero segnalare che è uscito ufficialmente il mio terzo saggio, nato esattamente a sei anni dalla fondazione di questo blog/pensatoio. Blog/pensatoio che è l’origine stessa del libro, che, infatti, si intitola “AMORE E LIBERTA’ – Manifesto per la Civiltà dell’Amore”.

Non mi dilungo molto nelle spiegazioni, salvo dire che tale saggio è, nei fatti, il manifesto del “rossobianchismo”. Come rosso e bianco sono i colori prevalenti del simbolo di “Amore e Libertà” (realizzato, su mia indicazione, sei anni fa, dallo scrittore Martin Rua), contornato di 26 cuori bianchi, con al centro Lei, l’Eroina dei Due Mondi, Anita Garibaldi.
Il rosso del socialismo e della passione, che rappresenta la Libertà e il bianco della purezza del cuore, simbolo dell’Amore.
Non mi dilungo oltre, salvo fare presente che la prefazione è curata dall’amico principe Antonio Tiberio Dobrynia e che la copertina e l’impaginazione sono state realizzata dall’amico poeta Massimiliano Giannocco, del quale curai la prefazione della raccolta di poesie “Baluginii” lo scorso anno.
Il contenuto del saggio è presto riassunto:
Il saggio è – attraverso la raccolta di numerosi articoli, scritti dall’Autore nel corso degli anni – un’analisi dell’attuale situazione politica globale e non solo. E’ una risposta all’attuale crisi della politica, della rappresentanza, dei sentimenti umani e civili. E’ un inno al populismo inteso come politica di popolo e per il popolo. E’ un manifesto inteso come manifestazione pubblica di amore, di libertà e di civiltà contrapposta alla barbarie liberale e materialistico-borghese.
Nel testo sono presentate analisi e idee, ma non solo. Vi è raccontata la vicenda umana, politica e sociale di figure storiche che, per una ragione o per l’altra, hanno incarnato gli eterni valori di Amore e Libertà.
Il saggio è acquistabile unicamente al seguente link, in formato cartaceo: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/490308/amore-e-liberta/
E’ dedicato alla memoria di Anita e Giuseppe Garibaldi e a una donna che ho nel cuore, Alessia, alla quale è dedicata la poesia introduttiva e che, assieme alla prefazione, vorrei qui di seguito riportare.
Buona lettura, d’Amore e Libertà.
Luca Bagatin 
SOGNO
(ad Alessia)
Poesia serale.
Poesia notturna.
Poesia che si posa laddove una rosa
fiorisce sull’urna.
Nell’urna riposa
qualcosa di antico.
Di antico e passato
e per sempre finito.
Ed io son rapito
dal sogno di te.
E ciò che un tempo era amaro,
dolce ora è.
Prefazione di A. Tiberio di Dobrynia
Eretico. Nel senso “che sceglie”. Atto di colui che non cede alle opinioni e alle ideologie comuni.
Eretico, perché libero di scegliere: vincolato solo al suo pensiero e a una via che non conosce bivi incerti, perché pur dentro sentieri battuti è capace di aprirsi piste non convenzionali, nuove quanto ovvie, semplici, ma per ciò stesso incomprese ai molti.
Eretico: così si definisce Luca Bagatin nell’incipit di questo suo nuovo saggio. E lo è, senza finzioni o maschere di compiacenza, tanto da farne della sua eresia intellettuale un sistemico progetto.
Tra etica ed estetica sospesa, forma e sostanza possono riorganizzarsi nell’energia più rivoluzionaria che si possa immaginare: Amore. Amore quale atto di volontà (la “scelta”) e da questo la Libertà, che è fenomeno del primo, perché dall’uno scaturisce l’altra e non viceversa.
Da qui sorge l’idea da parte dell’Autore di fondare il movimento Amore e Libertà – eresia per eccellenza! – un pensatoio fuori dai luoghi comuni, da rotte sclerotizzate, che scorre irrefrenabile su nuove carte nautiche dell’anima. Coniugando costellazioni politiche, storiche, massoniche, sentimentali, erotiche, spirituali, laiche, creative, visionarie, in alternative alchimie antisistema che possano approdare a quell’isola felice (che ancora non c’è) della “Internazionale dell’Amore”, contrapposta alle terre morte e devastate della perdente ideologia materialista del “Lavoro”, da superare con formule e algoritmi spaventosamente semplificati, in una sola definizione: con la “Civiltà dell’Amore”.
Se vogliamo risalire alle idee di liberazione della coscienza alla base del pensiero di Luca Bagatin, a ritroso nel tempo occorre andare sulle tracce di quella cultura underground newyorkese degli anni ’50-’60 che nel fenomeno della Beat Generation trovò il massimo esponente nello scrittore Jack Kerouac, le cui opere hanno segnato un tempo mitico, insieme a Ginsberg, Corso, Ferlinghetti, scuotendo le certezze di un mondo in decadimento con versi forti urlati dalla strada, dagli inchiostri acidi, sui ritmi esistenziali di musiche affacciate all’immaginario, e restituendo all’individuo un valore altro d’indipendenza interiore, e sostituendo all’abbattimento psicologico provocato da un marcio sistema politico e finanziario, un’alternativa e sana follia: capace di ribaltare sterili dogmi e riconquistarsi e riconoscere le proprie stelle.
Da qui, l’Autore percorre esperienze sociopolitiche e di libera creatività che attraversano i momenti più importanti della sua vita, da adolescente prima a maturo pensatore oggi. Ed eccolo negli entusiasmi del primo impegno, vicino ai giovani comunisti, ai verdi, ai circoli ambientalisti, ai radicali, ai repubblicani e liberalsocialisti, ai movimenti laici, spiritualisti, e delle pornostar. E poi ad introspezionarsi e vergare pagine d’argute riflessioni sui temi controversi del capitalismo borghese e del materialismo proletario, sugli aspetti migliori di grandi personaggi più vicini al suo intimo sentire, più vicini al cuore del popolo.
Allora, pagina dopo pagina di Amore e Libertà – critico e irriverente pamphlet sociopolitico – l’Autore evoca con magistrali incantesimi emozionali le rarefatte figure della Triade più emblematica delle principali incarnazioni di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: Casanova, Garibaldi, Cagliostro. A questi s’alza un coro d’armonia suggestiva, intramontabile di pensiero e idee. Da Mazzini a Simon Bolivar, da Peron a Evita, Chavez, Anita Garibaldi, la Blavatsky e così a seguire…
L’anima dei Popoli ribolle ma l’evoluzione è ribelle. La politica dell’America Latina ha saputo affrancarsi dalle logiche partitocratiche, dai poteri forti che annientano le società civili; da qui dall’oceano, per contro, l’Europa ancora soggiace allo sguardo dell’invisibile Medusa, e l’unione delle genti da tanti intellettuali auspicata, è ancor miraggio nella desertica schiavitù morale ed economica degli stati sopraffattori. Nella letteratura anti sistema, l’Autore non dimentica di argomentare anche con il filosofo francese Alain De Benoist e il suo J’accuse al mostro dalle mille facce del potere bancario e di certa mala politica che lo sostiene, che domina incontrastato il mercato, il libero commercio, la speculazione internazionale, il debito pubblico, controllando e lucrando sulla moneta di scambio come fosse sua esclusiva proprietà, così conducendo gli stati privati della loro sovranità nazionale a perire sotto una montagna di debiti insanabili, e spingendo i popoli inconsapevoli verso il baratro di crisi economiche spesso volute a tavolino, individui da tartassare, dissanguare e distruggere alle fondamenta della loro libertà, dignità, diritti umani.
Una terza via possibile, verso la dorata Civiltà dell’Amore è necessario ricercare, ma interclassista, e non più di scontro di ideologie perverse franate ormai sotto i colpi di una mutata realtà che anela riprendersi sé stessa, interamente, libera d’orpelli di cattivi pensatori e dommatiche zavorre, sì che possa risvegliarsi libera ed evolvere, dal cencio imprigionato d’ogni Adamo, una Umanità Nuova.
A. Tiberio di Dobrynia
Area degli allegati

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here