Referendum, il No di Daniele Capezzone e di Conservatori e Riformisti

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Un percorso che ha tenuto il popolo di elettori moderati con il fiato sospeso, è quello che si è snodato nelle giornate di “post scissione” tra fedelissimi Berlusconiani e giovani Fittiani. Nasce “Conservatori e Riformisti” un elemento politico che cerca di unire gli intenti verso la rinascita della Repubblica, ipotesi che inizia con un secco No al Referendum del 4 dicembre. Ne parla Daniele Capezzone.

Chi scrive, con i miei colleghi Conservatori e Riformisti, dice No al Referendum di Renzi: ma non per questo scegliamo l’immobilismo.”

Il nostro, con Raffaele Fitto e il professor Alfonso Celotto, è un Comitato lontanissimo dalla “linea Zagrebelsky”: quella dei feticisti dello status quo costituzionale. Noi la Costituzione volevamo e vogliamo modificarla sul serio. Verso una vera Terza Repubblica.

E per questo in Parlamento abbiamo per quattro volte, in sede emendativa, presentato tre proposte-chiave, sempre respinte da Renzi:
1. il presidenzialismo, per affrontare il nodo della forma di stato e della forma di governo;
2. l’abolizione secca del Senato, senza partorire il pasticcio che invece è venuto fuori;
3. un tetto alle tasse e alla spesa in Costituzione, per introdurre un’invalicabile barriera liberale all’intervento statale in economia (e nelle nostre vite).

Qual è stata la reazione da parte del Governo in carica? “La risposta di Renzi-Boschi (padrino e madrina costituenti) è stata: no, no, no. Nei prossimi trenta giorni, dunque, occorrerà certamente sottolineare la pars destruens (la descrizione delle contraddizioni, del caos e della confusione: altro che semplificazione) che sarebbe determinata dalle “riforme” renziane. Pensate solo alla follia delle dieci (avete capito bene: dieci!!!) forme di procedimento legislativo (solo la Camera, solo il Senato, il Senato con la Camera, la Camera con il Senato, ecc ), fonte strasicura di conflitti istituzionali, eccezioni di incostituzionalità, ricatti incrociati, e – in ultima analisi – paralisi, paralisi ancora peggiore di quella attuale.”

Ma oltre a questa pars destruens, ci sarà quella construens: le nostre proposte in positivo, bussola (a noi pare) verso un cambiamento istituzionale forte e solido.

Daniele Capezzone – Deputato Conservatori e Riformisti

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